Recensioni The Mandalorian 3 – Chapter 24: The Return

[Recensione] The Mandalorian 3 – Chapter 24: The Return

Ecco la nostra recensione per il ventiquattresimo e ultimo capitolo della serie The Mandalorian, The Return.


The Mandalorian 3 Chapter 24: The Return, ecco la recensione dei redattori Empira

ATTENZIONE! LE RECENSIONI CONTENGONO SPOILER!

The Mandalorian

Marco Puglia

Ultimo capitolo della terza stagione di The Mandalorian, e forse ultimo atto della storia dedicata a Din Djarin, ma ne parleremo tra poco.

Questo episodio riparte esattamente dove si era concluso il precedente e prosegue il racconto della riconquista del pianeta Mandalore da parte dei mandaloriani. Lo scontro iniziato da Moff Gideon è parecchio cruento e si svolge sia a terra che in orbita.

Da un lato infatti abbiamo Axe Woves che raggiunge la flotta e utilizza l’incrociatore come esca per le navi imperiali, puntando direttamente sulla base di questi ultimi e dall’altro i mandaloriani rimasti in attesa raggiungono i propri compagni per ingaggiare uno scontro con i soldati di Gideon.

Nel frattempo Din Djarin, dopo essersi liberato, decide che è giunto il momento di liberarsi definitivamente del Moff, chiedendo a Grogu di essere coraggioso.

Si vengono così a creare diversi fronti che risultano tutti estremamente adrenalinici e ben gestiti. Le coreografie sono credibili e diversi momenti sono da incorniciare per l’entusiasmo e la tensione che suscitano.

Tutti i personaggi coinvolti sono essenziali e ricoprono un ruolo importante per l’esito della battaglia. Assistiamo ai potenti colpi di martello dell’armaiola, alle manovre acrobatiche di Koska, allo sfoggio della spada oscura da parte di Bo-Katan che semina morte tra i soldati nemici. Anche il nostro Mando dimostra, ancora una volta, le sue abilità nel combattimento, avendo la meglio sulle guardie in beskar, così come Grogu che si vede finalmente utilizzare i poteri della forza, appresi durante l’addestramento con Luke.

Allo scontro si uniscono anche le tre Pretorian Guard che questa volta non possono nulla nel confronto con Din Djarin e Grogu. A una a una vengono battute e Paz Visla ottiene la meritata vendetta.

Gideon però si dimostra più potente del previsto, Bo-Katan fatica ad avere la meglio su di lui e nello scontro perde anche la spada oscura, distrutta dalla presa d’acciaio della nuova armatura del signore della guerra. Quando tutto sembra perduto, l’intervento del mandaloriano, del piccolo Grogu e grazie anche all’esplosione causata dalla caduta dell’incrociatore, lo mette definitamente fuori gioco.

In quest’ultima scena è molto emozionante il quadretto che si viene a creare con Din Djarin, Bo-Katan e Grogu che con l’uso della forza riesce a proteggere la sua famiglia dalle fiamme. Famiglia che in parte diventerà ufficiale con l’adizione del piccolo da parte di Mando e l’acquisizione del nome Din Grogu.

Il finale è molto bucolico, con i nostri due protagonisti che si riposano in una piccola casetta su Nevarro, che sembra anche il segno del termine della loro avventura. Forse non li vedremo più in una quarta stagione, forse saranno presenti in altri contesti, in altre serie e magari nel film in preparazione dedicato al mandoverse. In realtà non lo sappiamo con certezza, ma l’assenza di annunci specifici e questo finale, fanno pensare proprio a questo epilogo.

Lascio per ultime alcune critiche a questo episodio e, in generale, a tutta la terza stagione. Forse la colpa è legata all’hype che ho maturato in queste settimane e all’attesa di qualcosa di grande in quest’ultimo episodio, ma sinceramente mi è mancato qualcosa.

In realtà non credo che la colpa sia tutta mia e, per estensione, del fandom in generale, ma l’averci presentato alcune situazioni durante il corso delle puntate, ha inevitabilmente generato delle aspettative.

Ad esempio l’apparizione fugace del mitosauro che avrebbe dovuto concretizzarsi in qualcosa di più di una semplice percezione da parte di Grogu; ma anche l’insinuazione da parte della repubblica che ci fossero i mandaloriani dietro alla liberazione di Gideon, che non ha avuto nessuna evoluzione; oppure il titolo fuorviante del capitolo 23, “Le spie”, quando invece di spie ne abbiamo sempre vista una sola. 

Insomma, purtroppo, ancora una volta, ci sono elementi di scrittura un po’ superficiali che nella serie The Mandalorian vengono coperti dalla qualità del resto, ma che comunque ci sono.

Ora la sfida passa alle prossime serie, Ahsoka prima di tutto. Riuscirà a mantenere il livello di The Mandalorian migliorando il comparto della scrittura? La storia sarà altrettanto coinvolgente, nonostante queste sbavature? Oppure avremo un prodotto più sciatto come la serie su Obi-Wan o quella si Boba Fett?

Ci ritroviamo ad agosto per le prime risposte.

Rebecca Micol Sergi

Il Ritorno dei Mandaloriani su Mandalore. E le Spie sono quelle che si nascondono all’interno della Nuova Repubblica e che porteranno alla sua rapida decaduta. Così, smarcate le minuscole aspettative che come al solito ci costruiamo in quanto fan di Star Wars nel nostro DNA, possiamo parlare anche delle meraviglie che cela in piena vista questa puntata.

Questa puntata ha delle scene fenomenali, continua la cinematografia della scorsa puntata, con letterali follie in live-action che esaudiscono i più reconditi sogni di ogni fan di The Clone Wars – me compresa onestamente.

Mandaloriani in volo con i loro jetpack che bucano la stratosfera, dirigono le masse brandendo la Darksaber o incudini e martelli. Battaglie in volo! Mentre un piccolo Grogu protegge i suoi genitori tra le fiamme e muove i suoi primi passi – o meglio, salti? – nel suo futuro mandaloriano-Jedi.

Ma cosa accadrà in futuro? Il finale è il secondo aspetto che lascia perplessi i fan. Da un lato non abbiamo la certezza sul futuro e sulla strada che prenderà Lucasfilm tra film e Mandoverse, dall’altro hai un finale che, seppur finalmente positivo, ti ha chiuso quello che doveva concludere e può essere riaperto facilmente all’occorrenza. Un finale safe, un rigore a porta vuota, senza un vero fattore wow, ma dall’aria comunque di una chiusura.

E Gideon? Sarà davvero morto o tornerà per un confronto finale contro il Grand’Ammiraglio Thrawn? Era proprio lui o solo un suo clone?

Rimane nel complesso un’ottima puntata, solo un po’ di onestà e trasparenza ai fan da parte di Lucasfilm, non guasterebbe.

Fabio Pupin

La terza stagione di The Mandalorian si chiude con un episodio splendido. I Mandaloriani che fanno le guerre stellari con gli imperiali, chi vince si tiene Mandalore. Ci sono tanti momenti che funzionano, e bene, tanto da far dimenticare i difettucci e le approssimazioni, anche pregresse.

Avevamo un sacco di domande prima di questo finale di stagione. Ad esempio, chi si presenterà a dare una mano ai Mandaloriani? Luke o Ahsoka, perché senza di loro i pretoriani sono troppo. Nessuno, non serve. C’è Grogu, che in questo episodio recupera il tempo perso nella stagione. Un Grogu in cui si rivede tanto Yoda. Un pupazzetto da sottovalutare, perfino un po’ irritante, finché non ne vale la pena. Per nulla interessato ad attaccare, ma assolutamente attrezzato a proteggere. Ad attaccare ci pensa papà. Un clan of two più in sintonia qui che in tutto il resto degli episodi, con il rapporto tra i due che finalmente fa un passo avanti e che può ripartire da questo punto fermo.

Sicuramente uno tra l’Armaiola, Axel Rose, i profughi, Grogu, Jack Black, il tizio in fondo a destra che si vede per un fotogramma o almeno mia nonna dev’essere una spia, ormai ne siamo convinti (mia nonna è deceduta da tempo ma ormai la notizia circola, ergo è plausibile), ma chi sarà? Nessuno. Sono tre stagioni che andiamo avanti con titoli criptici, ma qui facciamo all-in, perdiamo, e la colpa però è del gioco che è truccato. Fatto sta che i Mandaloriani non solo non si tradiscono da soli, ma si uniscono e non ce n’è più per nessuno. Non servono né l’aiuto della Repubblica né le spade del destino. Mandalorians are stronger together.

Moff Gideon, come tutti i cattivi che si rispettano, si sopravvaluta. Pensa di potersi fare i cloni suoi all’insaputa di tutti. Ha pronto il suo esercito e ha le sue private mire di nuovo ordine mondiale. Ma non bastano i trooper ricoperti di beskar se dentro c’è sempre un trooper e non un vero mandaloriano. Non bastano le guardie pretoriane e non basta nemmeno l’esoscheletro potenziato. Caro Moff Gideon, ti manca la Forza e nei tuoi sogni bagnati ti vedi già come un novello Maul, ti sei fatto pure il casco uguale. E se pensi che basti distruggere la darksaber ti sbagli ancor di più.

Con il destino di Mandalore di nuovo nelle mani dei Mandaloriani, Din Djarin e Din Grogu, ora padre e figlio, sono pronti a un giusto riposo, in attesa di nuove avventure. Si conclude dunque una terza stagione che, difetti compresi, assomiglia molto a quella di una serie animata. Sicuramente diversa dalle prime due, meno lucida, con più alti e bassi.

Sempre pronti a non imparare mai dai nostri errori – in questo siano davvero figli di Star Wars – noi fan ci siamo fatti prendere più dalle nostre aspettative, dai rumor, dai leak, dalle nostre pretese di pilotare invece che farci trasportare. Il Fantamando che, da occasione per divertirsi, diventa ansia, la nostra sceneggiatura che deve per forza essere soddisfatta, in tutte le sue declinazioni (che io mi chiedo: per poter soddisfare tutti, quanti posti a sedere deve avere un Mitosauro?). Non che sia una novità, ma mai come con questa stagione è stato un susseguirsi di “Devono farci vedere…”, “deve succedere…”, “vedrete che…”, “sicuramente ci faranno vedere che…”. C’è stato un momento in cui questa stagione avrebbe dovuto addirittura salvarci dalla trilogia sequel e a quel punto non è bastato che abbia solo cominciato a congiungere dei puntini.

Pazienza, sarà per la prossima volta, anzi sono sicuro che per Ahsoka ci siederemo tutti intorno al fuoco in religioso silenzio. Popi popi.

Manuel Bettuzzi

Inizialmente ero rimasto abbastanza deluso dalla mancanza di “effetto WOW”. Come dico sempre sono un bimbo della prequel, amo i ritorni legati a quel periodo e non. 

Sicuramente questa terza stagione di Mando, a conti fatti per il sottoscritto, non è migliore delle altre. Una prima stagione estremamente necessaria ed emozionante, una seconda dove ogni mercoledì faticavo a chiedere di meglio e, puntualmente, la puntata dopo mi veniva dato ugualmente, giocano un altro gioco rispetto a questa terza stagione. Questo però, non significa assolutamente che questa terza stagione sia una bomba totale. 

Abbiamo avuto la famosa stagione orizzontale, dove tutto è incentrato sul ritorno, la liberazione e in fine la riconquista di Mandalore. Il tutto si svolge in maniera magistrale, in un modo che solo Mando sa fare: azione mozza fiato, battaglie incredibili, scazzottate assurde e design da far sognare ogni fan della saga. 

Insomma questa è stata una super stagione, super divertente, super concentrata e me la sono goduta alla grandissima. Non vedo l’ora di vedere i prossimi prodotti, come si svilupperà il “Mandoverse” e cosa hanno in serbo per noi nei prossimi mesi. 

Dopo tanto –  forse troppo –  tempo riesco a riguardare al futuro di Star Wars con occhi diversi, fiducioso e speranzoso che questa scorpacciata di VERE GUERRE STELLARI sia solo l’inizio.

Due parole sulla scena finale che, più la guardo, più la trovo poetica. Che esista davvero un lieto fine in una galassia di dolore, morti e guerra? Lasciatemi sognare. Un cacciatore di taglie che ha vissuto le pene dell’inferno per salvare quella creaturina ora finalmente si gode la sua casa in campagna, col figlio e la macchina nuova.

 Star Wars ci insegna che infondo la guerra non è mai finita, ma per ora, voglio godermi l’immagine di quel cacciatore che si riposa al sole guardando il figlio giocare e crescere in santa pace. In questo momento, pensando a Star Wars, mi sento esattamente come lui e… è una bella vita. Finché dura. 

Claudio Rossetti

E cosi la terza stagione di Mando si è conclusa, e io sto scrivendo questa recensione mentre guardo Indiana Jones e i Predatori dell’Arca Perduta. Perché vi state chiedendo? La risposta è semplice: perché l’avventura è stata la grande assente di questa stagione e questa mancanza dovevo colmarla.

Fatta questa premessa parliamo dell’episodio, davvero una puntata da paura!! Coerente con la stagione e ben scritta, ma soprattutto tiene botta dall’inizio alla fine con scene epiche e un Din Djarin davvero super in forma.

Ho trovato intelligente e in linea la scelta di non far comparire nessun personaggio “super” (es. Luke, Ahsoka ecc..), anche perché la riconquista di Mandalore era una questione fra l’Impero e i mandaloriani.

Lo scontro finale è stato davvero spettacolare, Bo-Katan con la spada oscura alla testa di uno stormo di mandaloriani si tuffa a capofitto contro l’intero esercito di Moff Gideon, Esercito che era stato praticamente dimezzato a mani nude da Din Djarin durante la sua fuga.

Esatto, proprio il nostro Mando è protagonista di una delle sequenze più spettacolari di questo finale di stagione, sequenza che si svolge all’interno della base imperiale dove, come ricorderete, il nostro Din Djarin era stato catturato. Ed è proprio mentre portavano il povero Mando nella sua cella che si ribella e riesce a fuggire dalle grinfie degli imperiali con l’aiuto di Grogu nella sua nuova “armatura”. La fuga è davvero una di quelle cose che ti rimane e che eleva il Mando a uno dei personaggi più fighi dell’intera saga. Per arrivare poi allo scontro finale con Gideon.

Scontro che si evolverà ancora e metterà al centro della faida Bo-Katan con la sua spada oscura fronteggiare Gideon.

Il resto è storia come si suol dire, quest’ultimo duello tra i due è bellissimo, pieno di azione e botte da orbi. L’episodio ha davvero tutto quello che ci si aspetta da Star Wars, certo sono sicuro che molti avranno scosso la testa, che magari si aspettavano un esercito di Jedi in soccorso dei mandaloriani ma riflettiamo. Davvero volevamo questo? Personalmente no e vi spiego il perché. L’entrata in scena di un personaggio come Luke o Ahsoka o di chiunque altro, avrebbe messo in ombra tutto quello che invece dovevamo vedere. Ovvero l’ascesa di Bo-Katan, la riconquista di Mandalore e la morte i Gideon. Senza contare che a questo punto sarebbe stata davvero una forzatura. Per quanto mi riguarda sono pienamente sodisfatto da questo finale, l’ho adorato perché coerente.

Vorrei spendere però due parole a questo punto sulla stagione per intero. Sicuramente non è la mia preferita delle 3, ho trovato le prime due molto più in linea con quello che è Mando all’inizio del capitolo 1. Din Djarin si percepisce molto più da protagonista nelle prime due, mentre in questa stagione sia lui che Grogu hanno fatto praticamente da sfondo. Gia, perché sappiamo tutti che la vera protagonista di questa terza stagione è Bo-Katan, questo è male? Bè direi di si se la serie si chiama The Mandalorian ed ha messo al centro di questo progetto altri due personaggi principali, ma direi anche no visto che, personalmente, ho rivalutato tantissimo questo personaggio in positivo. Ho adorato la sua storia e il suo arco narrativo. Ma Tornando alla stagione in se, mi è davvero mancato quella atmosfera di avventura che nelle prime due stagioni fa da padrone. Per spiegarmi meglio, nelle precedenti stagioni vediamo un sacco di pianeti nuovi, un continuo viaggiare nello spazio e una continua evoluzione dei personaggi principali. Cose che secondo me, sono mancate in questa terza stagione rendendola “tiepida”. Al costo di ripetermi, probabilmente mi avrebbe colpito di più e reso molto più sodisfatto se fosse stata la prima stagione della serie dedicata a Bo-Katan.

Detto questo sarei comunque un bugiardo se vi dicessi che non mi sono piaciuti certi episodi e che comunque non ha un senso fine a stessa, insomma basta leggere le mie precedenti recensioni per capire come ogni episodio mi abbia comunque dato qualcosa che volevo e che cerco in un prodotto Star Wars.

In conclusione la stagione 3 di Mando mi è piaciuta? Decisamente si.

La riguarderei cosi come ogni tanto riguardo le prime due? No, non credo, almeno non subito.

Voto finale all’intera stagione, considerando anche quanto mi è piaciuta Bo-Katan e il suo canto: 8,7.

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