Recensioni The Mandalorian 2 – Chapter 16: The Rescue

[Recensione] The Mandalorian 2 – Chapter 16: The Rescue

Ecco la nostra recensione per il sedicesimo ed ultimo capitolo della serie The Mandalorian, The Rescue.


The Mandalorian 2 Chapter 16: The Rescue, ecco la recensione dei redattori Empira

ATTENZIONE! LE RECENSIONI CONTENGONO SPOILER!

The Mandalorian

Roby Rani

Avete presente quando vi sedete per gustarvi un pasto di 8 portate e siete arrivati al dolce? Avete presenfe quei pranzi natalizi buonissimi che ci saziano con gusto? Certo non a tutti piacciono i sottaceti e i broccoli al vapore ma, hei! È solo il contorno no? Ecco, siete contenti, troppo contenti per aspettarvi un buon dessert e vi apprestate ad assaggiarlo tranquilli e senza grandi pretese. Poi però assaggiate la prima cucchiaiata ed è sublime, buonissimo, in linea con le altre portate ma non capite come mai, del resto non c’è Cracco in cucina, c’è Chef Reed, specializzato in cucina orientale e in formiche fritte, buonissime per molti, indigeste per altri, per cui chiudete gli occhi e aprite il cuore gustandovi ogni particella di quel dolce buonissimo… È talmente buono, ma talmente buono, che quando mancano due cucchiaiate cominciate a piangere dall’emozione… Gli occhi sono ancora chiusi e vi accorgete che è finito anche il dolce, e non smettete di piangere, del resto Natale capita una sola volta all’anno. Ma poi, mentre guardate la ciotola vuota sentite che si apre la porta della cucina e arriva il titolare del ristorante che non solo vi dice che il pranzo è offerto ma vi lascia anche una busta con un bellissimo e inaspettato regalo, la più classica delle ciliegine sulla torta…E dopo questa prefazione ecco la mia recensione:INCREDIBILE INCREDIBILE INCREDIBILE INCREDIBILE INCREDIBILE INCREDIBILE INCREDIBILE INCREDIBILE INCREDIBILE.

Manuel Bettuzzi

Non credo arrivassero a tanto onestamente, non si sono veramente regolati. Questo è tutto quello che un fan di Star Wars può desiderare, non ci sono quasi parole per descrivere quello che questo sedicesimo capitolo rappresenta. Ho cancellato e riscritto frasi per due giorni senza successo, quindi sarà una recensione molto breve, anche perché le parole a volta sono veramente superflue.

Questa seconda stagione di The Mandalorian mi ha dato TUTTO e sottolineo TUTTO quello che volevo. Non potevano fare di più a mio modesto parere. Se ripenso a cosa ci hanno regalato con questi 8 episodi mi vengono i brividi. Tutti i grandi ritorni, le prime volte su schermo, i nuovi personaggi, le ambientazioni, le citazioni e tutto il resto… questo è quello che voglio da Star Wars, qualcosa che mi permetta di sognare ad occhi aperti e che al solo pensiero mi faccia venire i brivi e la voglia di rivederlo all’istante. Ripenso a quando abbiamo visto Cobb Vanth su quella porta, a Bo-Katan, ad Ahsoka che entra in scena con le sue spade laser sguainate e a Boba Fett con il suo grande ritorno e la giustizia che hanno dato al cacciatore di taglie più famoso della Galassia. Tutto questo, ogni episodio, ogni comparsa, ogni frase, ogni singola missione faceva parte di un puzzle più grande che è quel capolavoro chiamato The Mandalorian. La stagione è finita nel miglior modo possibile immaginabile, quando pensavo di aver visto veramente tutto il possibile mi hanno stupito, prendendo per mano quel bambino di 5 anni davanti al Ritorno dello Jedi che vede quella Spada Laser verde e dicendogli: “ecco, questo è per te. Goditelo”.

Vorrei veramente poter essere più distaccato, più critico e meno sentimentale ma mi risulta veramente impossibile. Ho pianto tutte le mie lacrime su questo finale, non solo per Luke, ma anche per quel capolavoro che hanno creato col rapporto tra Din e Grogu. La scena dove la manina di Grogu tocca il vero volto del Mandaloriano rimarrà nel mio cuore per sempre.

Vale la pena spendere anche due parole per la scena post credit, perché vincere ormai non bastava, bisognava stra-vincere. Boba Fett seduto sul trono del signore del crimine di Tatooine con tanto di annuncio della serie/film dedicata. Un altro sogno che sia avvera.

Concludo questa ultima recensione dicendo grazie infinite a Dave Filoni e Jon Favreau che hanno permesso a questo nerd barbuto di 30 anni di tornare bambino.

Alessandra Bosello

Non riesco ancora a esprimere a parole le emozioni che mi ha suscitato questo episodio. Appena ho finito di guardarlo, non riuscivo ancora a credere a quello che avevo visto. Continuavo a chiedemi: ma è successo davvero? Ebbene sì, Favreau e il suo team di registi ci hanno finalmente dato quello che tutti noi fan aspettavamo con la Nuova Trilogia. Capitolo 16 mi ha tenuta incollata allo schermo per tutta la sua durata; avevo persino l’ansia che accadesse la catastrofe da un momento all’altro.
Chiusa questa piccola parentesi, ho apprezzato davvero molto il personaggio di Cara Dune all’inizio dell’episodio, quando l’ufficiale imperiale la istiga parlando della distruzione di Alderaan. Sono molto affezionata a quel pianeta, perché il primo libro di Star Wars che ho letto è ambientato lì, e ogni volta che lo sento nominare, mi viene il magone.
Cara Dune, comunque, non è l’unico personaggio di rilievo in questo episodio, perché a tutti viene dato il giusto spazio. Vogliamo parlare, ad esempio, del ritorno di Koska Reeves e di Bo-Katan? Quest’ultima non è ancora riuscita a mettere le mani sulla Spada Oscura e a Din è bastato dirle di avere le coordinate di Moff Gideon per convincerla ad aiutarlo. Ho adorato la scena in cui Koska, Bo-Katan, Cara e Fennec prendono d’assalto l’incrociatore leggero, uccidendo tutti coloro che si parano sul loro cammino. È un chiaro esempio di quanto cazzute possano essere le donne in Star Wars.
Il salvataggio di Grogu, comunque, si rivela tutt’altro che semplice per Din Djarin che si ritrova a dover affrontare non solo un Dark Trooper (mi sono gasata troppo quando viene azionato il plotone), ma anche lo stesso Moff Gideon. Giancarlo Esposito qui ha dimostrato tutta la sua bravura, elevando il suo personaggio a uno dei migliori villain dell’Impero.
Sono state, tuttavia, le scene finali a farmi venire i brividi. Devo essere sincera: non speravo nell’arrivo di Luke, anzi, volevo che dessero rilevanza a un altro Jedi, magari uno sconosciuto. Vederlo apparire e combattere con uno stile simile a quello di suo padre, però, mi ha fatto emozionare. Una parte di me avrebbe voluto che Grogu si rifiutasse di seguirlo, invece, mi ha spezzato il cuore l’addio tra il Bambino e Din Djarin. Ho pianto tanto, ma nutro delle speranze che i due possano rivedersi davvero. Il finale, comunque, lascia aperte tantissime possibilità. L’unica domanda che mi frulla ora in testa è: di che cosa parlerà il Book of Boba Fett? Sono molto curiosa e, per la cronaca, quanto figo è Boba quando si siede sul trono di Jabba con Fennec al suo fianco?

Gabriel Gheb Valenti

Come in Live ho deciso di vestire i panni del villain e dopo tutte le bellissime parole dei miei colleghi io decido di parlarvi solo di quelle che sono state le maggiori criticità dell’episodio secondo me e cercare di fare u po’ la chiusa di questa seconda stagione di The mandalorian.

Sia ben chiaro, ho apprezzato l’episodio e la serie in generale, e devo ammettere che in quanto ad hype generale con questa abbiamo superato di gran lunga la prima ( anche ovviamente dai grandi ritorni) ma mi spiace che hanno gestito leggermente male le “puntate finali”. Avrei di gran lunga preferito un finale in 3 parti ma continuo, come è stato nei capitoli 7-8, invece questa volta i capitoli 14-15-16 sono sì uno il continuo di un’altro, ma non presentano la stessa “continuità” vista in precedenza, anzi il 15 rallenta di gran lunga il ritmo e ne risente anche questo finale che in soli 47 minuti deve portare al salvataggio di grogu.

Nel the mandalorian che vorrei il salvataggio lo avrebbero dovuto inserire nella prossima stagione, ma forse questo alla fine non è nei piani di Disney, che a quanto pare secondo me sarà interessata a raccontarci i Capitoli del Libro di Boba a dicembre 2021, ma quella è un’altra storia….

Delusione Gideon, mi aspettavo di più da questo personaggio super cattivo che non riesce a far fuori neanche un membro della piccola squadra di salvataggio. Ok che sicuramente manda il suo fido ufficiale via con il sangue di Grogu ma ecco, da lui mi aspettavo di più, sia a livello di minutaggio dell’episodio ma anche come ruolo/figaggine come nel precedente finale di stagione.

E poi veniamo a Luke. Mentre tutti si sono fomentati al suo arrivo, ed ammetto che vedere una spada laser sguainata accesa fa sempre piacere, ma sappiamo benissimo che dietro quelle movenze moderne, molto da trilogia Prequel, non può di certo nascondersi Luke Skywalker. Hanno voluto rendere OP un personaggio per donare più forza al suo personaggio, ma sappiamo una Ahsoka gli è palesemente superiore in tutto! E non a caso lei sa benissimo dei pericoli di addestrare Grogu, lui non ci pensa minimamente, non interagisce con il piccolo e soprattutto ha una figura troppo da “entro-spacco-esco-ciao”. La sua entrata in scena meritava più attenzione, altri 60 secondi dove si vedeva meditare assieme a grogu e dove parlavano assieme a Din del suo futuro, ed invece “ sei un jedi? ok eccotelo.” Ma vabbè la CGI costa!Prendendolo Luke- per ora-, a meno che non vogliono far scampare Grogu nuovamente ad un assassinio di Jedi, il piccolo morirà male nella sua futura accademia…

Facendo il punto su Mando 2, si mangia completamente Mando 1, con le sue innovazioni anche nella colonna sonora, e si preannuncia come trampolino di lancio per il futuro seriale del franchise, copiando e facendo in modo serie TV quello che Marvel ha fatto con i film. E quel finale, quel maledetto primo finale post titoli di coda della saga per me equivale al “Sono qui per parlarti del progetto vendicatori”!

Grazie Jon, e grazie Dave!

Marco Puglia

Il gran finale!!! Ci avevano abituato bene nei capitoli precedenti, con l’ingresso di personaggi inaspettati, ma graditissimi, con dettagli che ci trasmettono l’amore dei produttori di questa serie per Star Wars, con una scrittura attenta e precisa, con una regia a volte degna di film d’autore, con una colonna sonora sempre aderente al momento e innovativa al punto giusto, fino ad arrivare a quest’ultimo episodio, in cui hanno dimostrato, ancora una volta, che la strada è quella giusta.
Certamente la parte più intensa del capitolo 16 è l’arrivo del Jedi che tutti si aspettavano, ma che in pochi credevano fosse proprio Luke Skywalker. Un ingresso forse non estremamente spettacolare, come fu quello di Darth Vader alla fine di Rogue One, ma pieno di significato con un crescendo di immagini che ci portano a capire di chi si tratta un poco alla volta: prima l’ingresso di un X-Wing, poi il saio con cappuccio di Episodio 6, quindi l’estrazione della spada laser (in bianco e nero così che ancora non si capisse il colore) e infine quella lama di luce verde che conferma la sua identità.
Tutto l’episodio ci racconta qualcosa di importante, per tutti i personaggi che compongono il team che ha lo scopo di salvare il piccolo Grogu.
La tensione nelle fasi inziali è palpabile, con l’inseguimento e l’abbordaggio di uno Shuttle Lambda, quando Cara Dune, presa dalla rabbia per le parole di scherno pronunciate dall’imperiale riguardo ad Alderan, lo blastera in pieno viso senza pensarci due volte.
Gli scontri sono vari e tutti ottimamente coreografati, a partire dall’incontro tra Boba Fett e Koska Reeves che mettono in campo tutta la loro abilità, passando per lo scontro tra il Mandaloriano e uno dei Dark Trooper, fino ad arrivare ai colpi tra la Dark Saber e il Beskar indossato e brandito da Din Djarin.
Ed è proprio il personaggio di Moff Gideon che spicca sopra tutti in questo episodio, una recitazione di altissimo livello del suo interprete, Giancarlo Esposito, che mette tutta la sua esperienza e bravura in quello sguardo finale, quando si rende conto che il Jedi è arrivato.
Ma c’è un altro momento che a mio parere è il più denso di emozioni e che ha rotto gli argini delle lacrime di tanti appassionati, quando il Mandaloriano toglie il casco per mostrare a Grogu il proprio volto, con gli occhi lucidi e la disperazione di sapere che dovrà lasciare andare il piccolo che tende la mano per toccargli il volto. Anche in questo momento, mentre descrivo la scena, il magone mi assale alla bocca dello stomaco.
Una menzione particolare mi sento di farla per le musiche, ancora una volta azzeccatissime, con il tema legato ai soldati oscuri che ritengo davvero fuori scala.
Ora si aprono tanti scenari che non vediamo l’ora di scoprire: il destino di Grogu, Bo-Katan e la Darksaber, il futuro del pianeta Mandalore, lo stesso Din Djarin che dovrà trovare la sua strada e Boba Fett che a sorpresa appare di nuovo dopo i titoli di coda per l’anticipazione di quella che sarà una storia dedicata interamente a lui.

Rebecca Micol Sergi

E venne il giorno! Il tempo è volato da quel fatidico 30 Ottobre, e siamo finalmente arrivati al finale di questa stagione che ha segnato un punto di non ritorno per la storia, la qualità e il futuro dei nuovi prodotti Star Wars. 366 giorni prima, il 18 Dicembre 2019, ironicamente usciva il capitolo finale della Saga degli Skywalker al cinema, e dopo un anno abbiamo finalmente il tanto agognato ponte tra passato e futuro.
In ogni puntata abbiamo riso istericamente, ci siamo commossi, abbiamo urlato di gioia e ci siamo stupiti della qualità pensando che non si potesse andare oltre, ma a quanto pare nemmeno il cielo è un limite in questa nuova era del franchise.
Tante scene d’azione e tanta lore, dal significato del tatuaggio sul viso di Cara Dune al risentimento di Bo-Katan fortemente legata alla sua cultura e ancora in lotta per ottenere il posto che merita sul suo pianeta natale. E poi tanti riferimenti ai film precedenti, dal combattimento di Luke Skywalker che ricorda Darth Vader in Rogue One al volto scoperto di Din, senza elmo, per vedere suo figlio un’ultima volta con i suoi veri occhi.
Non ci resta che aspettare il 2021 per entrare in una nuova fase del Filoniverse, tra The Bad Batch, Cassian Andor e The Book of Boba Fett, sperando di rivedere presto il Mandaloriano e Grogu, e che si riabbraccino presto.
Grazie Dave, grazie Jon. Che la Forza sia con voi.

Francesca Tulli

La puntata poggia sulle solide premesse delle precedenti e per tutta la (corta ma intensa) durata non fa che alzare il tiro. Peyton Reed regista proveniente dalla “scuderia” Marvel, fa un uso eccellente dei primi piani. Come ci suggerisce il titolo dell’episodio “Il Salvataggio” Din Djarin, il nostro Mandaloriano, deve salvare il piccolo Grogu, tenuto prigioniero dal malvagio Moff Gideon (ancora, un eccezionale Giancarlo Esposito) e per farlo si avvale dell’aiuto di Bo-Katan che decisa a riconquistare la Darksaber mette su una squadra (tutta al femminile) per guardargli le spalle. I micidiali Dark Troopers vengono sfruttati al meglio, con la complicità della colonna sonora che li introduce. Letali Terminator/Mecha una eco che attira l’attenzione dei giocatori dell’ormai lontano vidoegame Dark Forces. Quello che però ha lasciato tutti senza fiato, è stato il finale. Cos’è Star Wars? Una domanda troppo generica, forse pretensiosa a cui non si può rispondere in maniera soddisfacente, esiste una risposta diversa per ogni fan, oserei dire per ogni persona che a prescindere da quanto sia legato (o no) a questa saga l’ha conosciuta nella propria vita. Eppure le menti creative dietro alla creazione di questo Capitolo 16 sembrano averlo capito. Gradualmente gli spettatori ignari hanno unito gli indizi davanti all’evidente prova che il deus ex machina fosse davvero quello che tutti speravano che fosse. Una sola X-Wing, un solo ultimo (vero!) Jedi, un cappuccio sghembo un mantello ampio e una spada laser verde, un “ritorno” al 1983, come se il tempo si fosse fermato. Anche il distacco più “temuto” dai fan, è stato tutt’altro che triste, dolce, tenero, cullato dalla musica, una magia, che ha fatto tornare i grandi bambini. Questo finale di stagione, commuove, convince, non teme le critiche (immancabili quanto inconsistenti) genera solo forti emozioni, perché abbiamo, ora più che mai, bisogno dei “nostri” eroi

Alessandro pagani

Possiamo dire molte cose della gestione Disney riguardai il nostro Franchise preferito, ma di certo non possiamo dire che non imparino dagli errori.

Dopo la conclusione della trilogia sequel sono rimasto un po’ deluso, se sotto molti aspetti mi è piaciuta, sotto altri sentivo che mancava qualcosa.

Vidi Star Wars la prima volta a 6 anni, 23 anni fa e da allora sognavo di rivedere sullo schermo Luke con la sua spada laser verde mentre ci fa largo tra i nemici al pieno della sua potenza.

Per 23 anni ho aspettato e 2 giorni fa finalmente l’ho visto. È inutile elencare le emozioni provate, tutti sappiamo bene come ci siamo sentiti.

Oltre ad essere un finale perfetto per la stagione apre a varie domande sul futuro della saga, di certo quello che più mi martella è: vedremo ancora attori giovani della trilogia originale riportati sullo schermo?

Per quanto la nuova trilogia mi abbia regalato forti emozioni, mi sono alzato tre volte dal sedile del mio cinema preferito non soddisfatto appieno, ieri, per la prima volta da La Vendetta dei Sith ero felice.

Brava Disney.

Finiscono qui le recensioni per la seconda stagione di The Mandalorian. Quali sono le vostre opinioni su questa stagione? Fatecelo sapere nei commenti!

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