Recensioni The Mandalorian 2 – Chapter 12: The Siege

[Recensione] The Mandalorian 2 – Chapter 12: The Siege

Ecco la nostra recensione per il dodicesimo capitolo della serie The Mandalorian, The Siege.


The Mandalorian 2 Chapter 12: The Siege, ecco la recensione dei redattori Empira

ATTENZIONE! LE RECENSIONI CONTENGONO SPOILER!

Federico Bracchi

La quarta puntata di The Mandalorian riesce – probabilmente- nell’ardua impresa di essere un regalo per ogni tipo di fan. Carl Weathers, brillante attore ma da oggi altrettanto brillante dietro la macchina da presa, coadiuvato ovviamente da un’ottima sceneggiatura, riesce infatti a cogliere tutti gli elementi che caratterizzano Star Wars. Avventura, azione, momenti divertenti (mai fuoriritmo né fuoriluogo), momenti di difficoltà, easter-egg, lore: tutto amalgamato in una delle puntate più coinvolgenti (fino ad ora) della serie. Sicuramente, a favorirlo, l’energia del ritrovato trio Din, Greef e Dune, che già nella prima stagione era stato brillantissimo su schermo. Inoltre, considerando quanto ci viene presentato negli ultimi minuti, i personaggi fino ad ora introdotti e il presunto titolo del prossimo episodio (The Jedi), potremmo essere alle porte di grandi emozioni grazie a The Mandalorian.

Francesca Tulli

C’è un nuovo sceriffo in città! Nevarro è sorvegliata da Cara Dune, ex Shock Trooper dell’Alleanza per restaurare la Nuova Repubblica, la ragazza ha mantenuto la promessa di proteggere gli innocenti, affiancata da un arricchito Greef Karga (interpretato da Carl Weathers regista stesso di questa puntata dal titolo “L’Assedio”) i due hanno dato una nuova vita ad una serie di attività per far rifiorire l’avamposto (rivedrete anche un Mythrol scongelato dalla Grafite!). L’ultimo ostacolo per superare l’oppressione “Imperiale” è distruggere l’ultima base rimasta ai margini della zona. Per farlo chiedono aiuto a Din Djarin che risponde alla chiamata. Stormtroopers (troppo smirati, troppo inetti) ufficiali (c’è anche una donna!) piloti di TIE, Scout Troopers, un dispiegamento di forze Imperiali senza precedenti nella serie (escludendo il finale della prima stagione) da far perdere la testa! Non manca la risposta ad un altro grande quesito, che fa da apripista alle nuove puntate, genera altre domande e ci mantiene viva l’attenzione. In tutto questo un bambino pestifero, con le orecchie lunghe, viene lasciato a scuola (dove un droide protocollare tiene una interessantissima lezione di storia e geografia sulla Nuova Repubblica: non avete sentito anche voi una grande nostalgia dell’atmosfera dell’Attacco dei Cloni?) dove ruba la merenda ad un compagnuccio con la Forza…saranno contenti i produttori di Macarons azzurri, che avranno visto un’impennata di vendita nell’ultima settimana! Esplosivo, imprevedibile ma soprattutto rispettoso, il Capitolo 11 non delude nessuno. 

Alessandra Bosello

Con Capitolo 12, siamo ufficialmente a metà della seconda stagione di The Mandalorian. I primi quattro episodi ci hanno fornito degli spunti interessanti, ma è ora che stiamo entrando davvero nel vivo della trama.

Facciamo però un passo indietro. Nell’episodio precedente, Bo-Katan ha riferito a Din Djarin che il Jedi di sua conoscenza si trova a Calodan, nel pianeta boscoso di Corvus. Mando si mette in viaggio, ma i danni accusati dalla Razor Crest lo rallentano di nuovo. Per questo motivo, Djarin decide di tornare su Nevarro per effettuare le dovute riparazioni.

È qui che si ricongiunge ad alcuni personaggi che abbiamo incontrato nella prima stagione: Greef Karga, il cui nuovo aspetto ci suggerisce una certa maturazione; Cara Dune, diventata ora lo sceriffo, e il Mythrol che era stato catturato e congelato nella carbonite da Mando stesso. Ciò che stupisce è il modo in cui Cara e Greef hanno ripulito la città, dandole nuovo lustro e trasformando persino la vecchia cantina in una scuola.

L’intenzione di Din Djarin è quella di riparare la Crest e ripartire, ma il suo piano sfuma quando Greef e Cara gli chiedono aiuto. Pare infatti che il pianeta non sia del tutto sicuro perché persiste ancora una base imperiale. Bisogna quindi distruggerla e per farlo, è sufficiente surriscaldare il reattore al suo interno. Mando acconsente di partecipare alla missione e i tre, insieme a Mythrol, si muovono subito verso il loro obiettivo.

Dopo una prima parte che definirei introduttiva, le cose si fanno più intriganti quando Din Djarin e i suoi compagni scoprono che quella in cui si trovano non è una base imperiale, bensì un laboratorio! Che cosa sta tramando l’Impero? È una trasmissione del Dottor Pershing a fornirci una risposta. Il misterioso individuo, infatti, comunica a Moff Gideon di aver fallito con i suoi esperimenti perché questi hanno rigettato il sangue del piccolo donatore. Su chi sia costui, non abbiamo dubbi, ma ciò che attira l’attenzione è il fatto che si parli di Midi-chlorian. Che sia iniziata la creazione di Snoke? Trovo affascinante come questa serie possa fare da ponte tra Episodio VI e VII, riempiendo alcuni buchi di trama lasciati in sospeso. È bello che diano maggiore completezza alla Nuova Trilogia.

Vogliamo parlare, invece, della scena finale in cui riappare Moff Gideon? Una spia ha piazzato un radiofaro durante le riparazioni della Crest, lasciandoci intendere che presto ci sarà  un nuovo scontro tra gli imperiali e Mando. E Ahsoka, verrà coinvolta? E quale sarà la funzione dei Dark Troopers che Gideon osserva con soddisfazione alla fine dell’episodio?

Gianluca Checcarini

Il Capitolo 12 di The Mandalorian è un buon episodio di passaggio, sicuramente non filler (come ho letto da qualche parte). Ben diretto da Carl Weathers, il nostro Greef Karga ora Magistrato di Nevarro. Ritroviamo Cara Dune nel ruolo di Sceriffo del piccolo paese conosciuto nell’arco della prima stagione.
La puntata scorre molto liscia e, sulla falsariga di quanto già visto in questa stagione, troviamo Mando alle prese con un problema e in cerca di aiuto. Un favore per un altro, la trama della puntata è scritta e la dose di azione servita.

La puntata è un omaggio agli action movie anni 80, sparatorie e scazzottate con quel sottile velo di ignoranza tipico di quei film.

Moff Gideon, tutt’altro che morto, è sulle tracce del Bambino e questo spinge Mando a mettersi in viaggio per raggiungere la Jedi Ahsoka Tano.

L’asticella inizia a toccare davvero un punto altissimo in questa stagione, episodio dopo episodio. Considerato che le immagini viste nei trailer sono state tutte tratte da questi primi 4 capitoli adesso non abbiamo riferimenti su cosa vedremo nei prossimi episodi. L’hype, quello vero, inizia a farsi sentire.

Sempre sul pezzo le musiche, qui in stile prima stagione.

Rebecca Micol Sergi

Una delle grandi comparse di questa stagione di The Mandalorian è un po’ il segreto di Pulcinella, soprattutto quando si sa che la prossima puntata verrà diretta proprio da Dave Filoni… ci si aspettava, quindi, un episodio di intermezzo senza troppi colpi di scena. E INVECE.

L’Assedio, diretto da Carl Weathers – il nostro Greef Karga – ci mostra il riscatto dell’Orlo Esterno e tanta, tantissima lore. Una città che ricordavamo dilaniata dagli scontri e dalla criminalità, oggi è il paradiso ideale per vivere in tranquillità la propria quotidianità e ricevere una istruzione di tutto rispetto – con una lezione di Geografia Galattica che insegna anche a noi qualcosa in più sulle rotte degli Orli Esterno e Intermedio.

Greef Karga, Cara Dune, il Mythrol, tutti sembrano aver ritrovato il proprio equilibrio e il loro posto in questa piccola fetta di Galassia. Ma per portare DAVVERO la pace su Nevarro, bisogna distruggere definitivamente l’ultima installazione imperiale sul Pianeta. L’installazione sembra essere abbandonata, e invece è il punto di svolta per lo svolgimento della trama orizzontale di questa serie: i Midichlorian (W la Trilogia Prequel!) del Bambino catturato durante la prima stagione vengono utilizzati per degli esperimenti per clonare Force-users, mentre il Moff Gideon rispolvera dal Legends i famigerati Dark Troopers. Ancora una volta, Star Wars detta le regole del gioco in ambito fantascientifico, presentando sul tavolo nuovi pericoli e nuovi modi di far battaglia, nell’eterna lotta tra Bene e Male.

E se pensiamo che gli antichi Stregoni Jedi siano la ciliegina sulla torta della serie, è perché non siamo ancora arrivati al finale…

Manuel Bettuzzi

Sembra quasi che qualcuno in Lucasfilm sia all’ascolto, che abbia sentito le necessità dei fan e che piano piano stia facendo di tutto per accontentarli. 

Siamo arrivati a metà di questa stagione di The Mandalorian ed è tempo di trarre le conclusioni e cominciare ad unire cosa abbiamo visto. 
Questi primi 4 episodi sono stati sicuramente una grandissima ed incredibile introduzione a quello che arriverà con i prossimi quattro episodi che sembrano avere tutte le carte in regola per lasciare a bocca aperta ogni fan. 

Questo quarto episodio, o tredicesimo capitolo che dir si voglia, viene diretta da quel gran figlio degli anni 80 che è Carl Weathers e dio mio si vede TANTISSIMO. Uomo di grande cuore, cuore che ha messo tutto in questa puntata stupenda. Tantissima azione vecchio stile, tempi comici ottimi e rivelazioni di un certo livello. Finalmente sappiamo cosa vuole l’impero da The Child e soprattutto scopriamo cosa c’è dietro a quello che sarà il Primo Ordine e il ritorno di Palpatine. 
Rivelazioni da mozzare il fiato e che fanno sicuramente da protagoniste, ma io vorrei spendere qualche parole anche sulla bellezza dell’inizio di questo episodio: la statua di IG al centro di Nevarro come un eroe, LA SCUOLA e quel sapore di Star Wars che ogni puntata si intensifica. Che sapore meraviglioso, che sensazioni meravigliose ogni volta ci vengono regalate… ma ora parte il bello. Finale da bocca aperta, si preannuncia una battaglia epica e vediamo finalmente Mando partire alla ricerca di Ahsoka. Anni di rumor, speranza stanno per prendere forma e io non vedo l’ora. Ora le aspettative sono letteralmente oltre la Luna, ma ho come la sensazione che anche questa volta riusciranno a stupirmi. Venerdì non arriverà mai abbastanza in fretta… Ah l’episodio si chiamerà THE JEDI e sarà scritto e diretto da Dave Filoni, che a sua volta durante un’intervista ha dichiarato di averlo girato spalla a spalla (letteralmente) con George Lucas. FAMMI SOGNARE DAVE, SONO PRONTO.

Gabriel Gheb Valenti

Inizio dicendo che la mia gioia in questo momento raggiunge vette altissime, poichè sto scrivendo questa recensione mentre ascolto la il Volume 1 della colonna sonora di The Mandalorian, che se non avete ancora fatto ascoltate quanto prima!

Da fanboy dell’Impero vedere base Imperiale, truppe Imperiali, veicoli Imperiali, astronavi dell’Impero, Gideon ed una presunta nuova scheda di soldati in un solo episodio mi ha fatto super fomentare! Trovo che questa struttura narrativa a missioni, oltre a sviluppare ogni episodio dandogli una sua personalità, riesce a far accrescere di volta in volta Mando di alleati o “potenziamenti” e questa cosa mi aggrada. Non so quanto il grande pubblico generalista possa apprezzarla ancora a lungo, già iniziano ad arrivarmi voci di gente che non apprezza gli ultimi episodi perchè li vedono “vuoti e senza storia”. 

L’unica cosa di cui non sono proprio convinto al 100% del tempo della storia. Mando non ci ha mai spiegato bene come procede lo scorrere del tempo, ma in questo caso passa di certo pochissimo tempo da quando Mando arriva- iniziano le riparazioni-vanno alla base-escono e la Razor è riparata. Certo potrebbe passare decisamente più tempo di quanto crediamo, visto che il nostro unico metro di giudizio è la bustina di snack mangiata del Bambino, però ecco da un prodotto di alto livello come The Mandalorian mi aspetto una maggior precisione. Bastava poco, anche un “Domattina all’alba andiamo a controllare la base” per rendere perfetto il tutto. Peccato!

Questo, vi ricordo, sono io che mi diverto a trovare il pelo nell’uovo di un episodio meraviglioso che riesce a toccare tutte le ere: la Prequel ( Midichlorian, cloni), l’Originale (Imperiali ovunque, la scena del generatore), Sequel (tema di Snoke con i cloni, il pilota che parla di tumulti nell’orlo esterno) e persino l’universo espanso ( Dark trooper). 

Ma in tutto ciò, anche voi avete voglia di macaron?

Marco Puglia

Barra a dritta e avanti tutta!!! Un altro super-episodio per questa serie che si sta dimostrando essere una bella ventata di novità (ma ben ancorata al passato) in questo nuovo corso di Star Wars.

Un capitolo che più volte mi ha fatto sobbalzare e che mi ha strappato sorrisi in più occasioni. Una corsa continua, senza pause, con tanta azione e citazioni. Ci sono i miei adorati scout trooper, che un po’ ho detestato nell’ultimo episodio della prima stagione, ma che qui sono tornati in grande stile (a parte un crash iniziale che avrei tranquillamente evitato) e che mi hanno eccitato come non succedeva dai tempi de “Il Ritorno dello Jedi” (la citazione con il dettaglio del piede che spinge sull’acceleratore è fantastica). C’è la Razor Crest ancora protagonista di un’entrata spettacolare come solo il Millennium Falcon sapeva fare (ma ormai i paragoni con il più famoso ammasso di ferraglia della galassia sono innumerevoli).

Baby Yoda, un po’ più presente, è stato il veicolo per raccontare qualcosa di più dell’universo in cui siamo immersi. Mostrare la scuola e la ricostruzione di Nevarro mi è piaciuto molto e mi ha trasmesso l’idea che anche nella galassia lontana lontana può esistere una certa “normalità” con la vita di tutti i giorni che scorre nonostante quello che succede intorno.

Quella normalità in cui sembra si siano immersi anche Cara Dune e Greef Karga, che cercano di riportare il pianeta alla pace dopo gli eventi devastanti accaduti durante il capitolo 7 e 8 e che coinvolgono il Mandaloriano nell’ennesima quest da risolvere, confermando il ripetersi dello schema di svolgimento degli episodi della serie che qualcuno, inevitabilmente, sta cominciando a mal sopportare.

Non è però il mio caso, perché nonostante sia stato uno di quelli che aveva criticato questa estrema verticalità nel primo episodio, negli ultimi due episodi ho visto crescere la trama orizzontale e la volontà di inserire queste missioni in una storia più ampia. Ne è la prova quello che vediamo null’ultima parte del capitolo 12, con gli esperimenti portati avanti sotto il controllo di Moff Gideon.

Ed è proprio in queste scene che cominciano a capire qualcosa di più riguardo alla ricerca di Baby Yoda da parte dell’Impero: la necessità del suo sangue con alte concentrazioni di quel valore M che sembra corrispondere esattamente alla presenza dei Midi-Chlorian resi canone da “La Minaccia Fantasma”. Non è ancora del tutto chiaro chi siano i soggetti coinvolti negli esperimenti, ma al termine della puntata ci viene mostrata un altro terrore, forse tecnologico, che i più esperti conoscitori della saga avranno intuito, e che probabilmente vedremo prima della fine della stagione.

Concludo con una piccola critica, che non influisce assolutamente sul mio giudizio, ma che avrebbe reso tutto ancora più perfetto: la durata degli episodi. Non amo il brodo allungato, ma qualche minuto in più per ogni puntata, forse avrebbe permesso di raccontare meglio i personaggi e le loro storie.

Roby Rani

Devo fare una premessa fondamentale. Io credo che ormai sia chiaro per tutti cosa sia questa serie. Credo sia anche chiaro il target e l’obiettivo. Sono convinto che stiano lavorando per conquistare nuovi fan giovani e le loro famiglie e, a differenza della Saga, intesa come progetto, stiano puntando moltissimo sulla fanbase e su quello che, gran parte di quella fan base (non tutta), vuole. Un massiccio ritorno a quello che ha reso la saga quello che è, e parlo della trilogia classica. Ora, la domanda seria è: quando e quanto stancherà questo modo di scrivere e mettere in scena The Mandalorian? Onestamente sto vedendo che molti stanno arrivando al capolinea e credo che cominceranno a mollare il colpo in parecchi. Detto questo, io faccio sempre meno testo perché mi piace tutto di questa serie. Le cose positive per i miei occhi e per il cuore, sono enormemente superiori al “discutibile”, ma sarei stupido e poco obiettivo a non vederle, le cose discutibili, che però per me, non sono discutibili. Nel senso che non mi ci metto memmeno, godo fin troppo con sta roba qui. E infatti qui, nel finale, mi si sono inumiditi gli occhi per colpa dell’esaltazione. Non mi sono commosso eh, ma era talmente meraviglioso (PER ME) quello che vedevo che mi sono venuti gli occhi lucidi. Fine, non c’è altro da recensire. Spero solo, con tutto il cuore però, che provi a cambiare marcia nel caso perda pubblico, perché fallire anche con questa, per me, non è accettabile. Non mi deluda anche lei Mandaloriano.

Alessandro Pagani

La quarta puntata ci porta nell’orlo esterno.

Il nostro eroe, dopo gli eventi recenti, deve riparare la sua nave che vola ancora per miracolo e per farlo si fa aiutare da dei vecchi amici Greef Karga e Cara Dune.

Arrivato su Navarro trova una comunità in grande cambiamento, i due amici infatti stanno gestendo la società sul pianeta e pulendolo dalle ultime sacche di degrado.

Chiedono al nostro Mandaloriano di aiutarli a liberare l’ultimo complesso dell’impero.

Qui la puntata entra nel vivo, tuttavia non si tratta di un semplice scontro, perché all’interno troviamo un laboratorio dove l’Impero faceva esperimenti con il sangue di The Child.

Questo apre grossi interrogativi sulla storia, quali sono questi test? Qual è l’obiettivo di Moff Gideon? Si muove sotto la guida dei resti dell’impero? 

Il nostro gruppo viene infatti a conoscenza tra le altre cose che Gideon non è morto come invece gli era stato fatto credere nella scorsa stagione.

Seppur si tratti di una puntata di transizione mette nuovi elementi sul fuoco che sono certo renderanno la storia ancora più appassionante.

La scena in cui gli imperiali inseguono Karga e Dune è degna di un capitolo cinematografico e quando la battaglia si sposta nei cieli di Navarro sembra di vedere il volo del Falcon sopra Jakku a inizio episodio 7.

Ora purtroppo non ci resta che aspettare la prossima puntata, vedremo se il nostro eroe con il suo amichetto verde incontreranno gli introvabili Jedi.

Quali sono state le vostre impressioni sull’episodio? Vi ricordiamo che se amate Star Wars, potete venire a parlarne insieme a noi e tanti altri appassionati sul nostro canale Telegram e il nostro gruppo Facebook! Inoltre vi ricordiamo che potete trovare Empira su FacebookInstagramTwitterTwitch e YouTube.

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