Recensioni The Mandalorian 2 – Chapter 14: The Tragedy

[Recensione] The Mandalorian 2 – Chapter 14: The Tragedy

Ecco la nostra recensione per il tredicesimo capitolo della serie The Mandalorian, The Tragedy.


The Mandalorian 2 Chapter 14: The Tragedy, ecco la recensione dei redattori Empira

ATTENZIONE! LE RECENSIONI CONTENGONO SPOILER!

Alessandra Bosello

È esagerato dire che questa seconda stagione mi sta piacendo anche più della precedente? Non c’è un singolo episodio che non mi abbia intrattenuta e Capitolo 14 non è stato certo da meno. Prima di parlarne, però, ci tengo a fare una piccola premessa: non sono un’esperta di cinema e forse è anche per questo che sono riuscita ad apprezzare l’ambientazione. L’ho trovata molto pulita, ma allo stesso tempo selvaggia; un luogo sacro, insomma, che è stato abbandonato ormai da tempo.

È qui che Din Djarin porta Grogu, sotto consiglio di Ahsoka. Su Tython, infatti, si trovano le rovine di un vecchio Tempio Jedi, alla cui sommità vi è una pietra veggente. Secondo quanto riferito a Mando dalla Togruta, ponendo il Bambino sopra la pietra, questi si dovrebbe espandere alla Forza e un Jedi dovrebbe sentire la sua presenza. Lasciare il piccolo nelle mani di qualcun altro, però, non è facile per Din Djarin che ormai si è affezionato a lui al pari di un padre nei confronti del figlio. Devo ammettere che la scena iniziale mi ha stretto un po’ il cuore per questo.

Mentre il Bambino è sulla pietra veggente, accade il primo colpo di scena, perché fa la sua comparsa una nave che chiunque dovrebbe riconoscere: la Slave One di Boba Fett, che abbiamo rivisto nel primo episodio di questa stagione. Ho letteralmente urlato quando l’ho vista comparire, perché sì, me lo aspettavo, ma ormai non ci speravo più troppo! Sono tanti comunque gli interrogativi che ruotano intorno a questo personaggio: com’è sopravvissuto al Sarlacc? E perché non si è ripreso l’armatura da Cobb Vanth, ma ha dovuto seguire Mando per farlo? Questo ruolo, ad ogni modo, calza a pennello a Temuera.

Boba promette a Din Djarin di garantire per l’incolumità di Grogu, se in cambio lui gli restituisce l’armatura… ed è in questo momento che fa la sua entrata l’Impero. Mando e i suoi compagni hanno la meglio sugli assaltatori, ma la battaglia giunge al termine con l’arrivo di un incrociatore che distrugge la Crest. Non pensavo di essermi tanto affezionata a quella nave perché sono scoppiata a piangere. Non riuscivo a crederci! In più, la situazione peggiora perché il Bambino viene rapito dai Dark Troopers sotto lo sguardo impotente di Din Djarin – e qui mi chiedo: perché non ha recuperato il jet pack per guadagnare tempo?

Per fortuna, Boba decide di onorare il patto con Mando e gli offre il suo aiuto nel salvataggio di Grogu. Riusciranno ad arrivare prima che Gideon gli faccia del male? E morirà di nuovo qualcuno come nello scorso finale di stagione?

Federico Bracchi

Il capitolo quattordici di The Mandalorian porta con sé sensazioni contrastanti, di cui la contrapposizione tra la divertente scena iniziale seguita dal titolo La Tragedia ne è involontariamente il perfetto esempio. Già dall’arrivo su Tython si rimane spiazzati, dall’aspettarsi antiche rovine di un tempio (citando Ahsoka) ci ritroviamo a vedere un pianeta scarno di elementi di interesse, ad eccezione della sola roccia veggente. Inizialmente è Grogu che attira l’attenzione su di sé proprio in tale luogo, per vedersi subito rubare la scena dall’arrivo di Boba Fett, in una versione inedita e sicuramente efficace su schermo. Le scene di azione in cui Fett, Shand e il Mandaloriano sono in azione, sono girate assolutamente bene. Tuttavia, seppur Rodriguez cerchi in tutti i modi di coinvolgerci, nel mio caso manca del tutto l’obbiettivo. La sensazione, a causa della location scelta per le riprese, è di trovarsi in alcuni momenti davanti ad un bellissimo fan-film e non ad una serie TV ad alto budget. Come direbbero gli anglofoni, la sensazione è di vedere qualcosa di “cheap”. Nonostante questo, i contenuti e la lore, sempre di straordinario livello, riescono a tirare su la considerazione personale di questo episodio, che temevo di ricordare come uno dei peggiori.

Francesca Tulli

Altre serie televisive e altri film ci hanno insegnato a prendere con le pinze i rumors, altre ci hanno riservato delusioni enormi, con aspettative gigantesche e viviamo con la disillusione che niente di quello che vorremmo vedere verrà portato sul piccolo o il grande schermo. Il brand “Star Wars” non fa differenza. Ci accontentiamo delle briciole. Eppure qualcuno ha sperato che fin dalla prima stagione di The Mandalorian avremo visto il più amato e famoso dei cacciatore di taglie, la comparsa più famosa della cultura pop, il personaggio più iconico della saga, che viene solo un gradino sotto a Darth Vader per quantità di gadgets venduti: Boba Fett (dato non provato ma probabile ndr.). Lo abbiamo intravisto ne “Lo sceriffo” e ora nel (brevissimo) “Capitolo 14: La tragedia” diretto da Robert Rodriguez, siamo finalmente giunti alla naturale evoluzione della sua storia. L’episodio si apre con una tenera introduzione. Il piccolo Grogu e il suo papà adottivo coperto di Beskar, si approcciano al pianeta Tython dove il piccolo può “espandersi” nella Forza, poggiato al centro di una roccia e con un rituale misterioso raggiungere altri “Jedi”. Il famigerato Boba Fett, torna per ottenere la sua armatura, quella che era appartenuta a suo padre e come suo clone perfetto, promette vendetta e onore con le stesse parole. L’Impero di Moff Gideon e dei suoi Dark Troopers indebolisce i nostri eroi. Dalle macerie della Razor Crest restano le due cose più importanti, speranza e forza. La battaglia è vinta la guerra si avvicina…siamo difronte ad un probabile “Avengers Assemble” in salsa “Spaghetti Western” Mandaloriana e nulla può abbassare ora, le nostre mai deluse aspettative.

E almeno un Jedi è stato avvertito dell’imminente scontro.

Roby Rani

Non so più cosa dire, quando penso abbiamo raggiunto l’apice, niente… Lo superano ancora, e ancora, e ancora, e ancora… E ancora, e ancora, e ancora, e ancora.

Ma facciamo gli uomini seri, adulti e obiettivi e continuiamo ad analizzare TM per quello che è. Una serie molto semplice, a volte ingenua e con diverse superficialità nella scrittura e nella messa in scena. Non è perfetta, nonostante lo urli a squarciagola nelle mie reaction preso dall’hype. Non è strutturata come le serie più blasonate dei blasoni con la blusa. Non è la serie delle serie… MAH… CAZZOBOIA! CHE COSA CAZZO È???!!

È esattamente, anzi no, è molto di più di quanto IO mi aspettassi! Credo di averlo già scritto. 

Quello che mi stanno dando è talmente grosso e sostanzioso da cancellare nella sua quasi totalità i suoi evidenti punti deboli. L’entusiasmo per quello che vedo e quello che sento basta a definirla per me un esperienza enorme, un idillio che va oltre la critica e il rendersi conto dei difetti. Punto. 

In questo capitolo, MI hanno fatto il più bel regalo di Natale anticipato di sempre. 32 minuti di immagini e sequenze che nella saga non si erano mai viste. Un tono che non c’azzecca un cazzo con Disney, una messa in scena action con sequenze e inquadrature che sognavo da tempo immemore, giuro su tutto quello che ho di più caro. Una roba che non credevo di poter vedere affiancata al nome di Star Wars. Mi spiace fermarmi qui ma non posso più scrivere nulla senza spoilerare. 

Vi piacerà? Non lo so, se siete come me forse siete già in overdose da hype, se siete indifferenti a quel “linguaggio visivo” sarà probabilmente altro, l’unica cosa certa è che stavolta mia moglie gradirà e un bel po’. 

Manuel Bettuzzi

Difficile recensire questo episodio, perché purtroppo risulta essere il primo passo verso il cheap di questa serie.

Non amo parlare male di Star Wars, ma essendo che su 14 capitolo questo è il primo a mio parere ad avere difetti molto evidenti è doveroso farlo,  anche semplicemente per non ripetersi. 

Partiamo dalla cosa peggiore di questo episodio, la regia. Pessima sotto ogni punto di vista a tratti sembra di vedere un fan film e l’effetto cheap è estremo in certi momenti della puntata. Non so che fine abbia fatto la perfezione tecnica degli altri episodi, sembrava quasi non post prodotto in alcuni momenti, in particolare quando arrivano gli Storm. Fotografia inesistente, vorrei parlarne ma letteralmente non saprei cosa dire se non che è imbarazzante per un prodotto simile averne una tale. CGI gestita ottimamente sul raggio di forza legato a The Child e per il resto pessima, anche qui il punto più basso corrisponde all’arrivo delle truppe imperiali, le navicelle sembrano letteralmente non completamente renderizzate sullo sfondo. Insomma, sotto questo aspetto tecnico credo che si sia toccato il punto più basso e triste di tutto Star Wars. Anche l’attenzione ai dettagli è stata trascurata completamente lasciando tantissime cose al caso, sia nei costumi (vedi la panza che straborda del povero Boba), ai tracciamenti nello spazio e tanto, forse troppo altro. Una nota particolarmente triste va alla reazione di Din Djarin, che dopo aver perso letteralmente TUTTO, non si scompone nemmeno; raccoglie la sua lancia e si prepara ad andare avanti senza scomporsi. Questa tra tutte è la cosa che mi ha fatto più male, perché nonostante il nostro Mando sia di Beskar fuori, come ben sappiamo, non lo è mai stato dentro. Ultima nota di demerito prima di passare alle cose fighe di questo episodio, va alla scena del ponte sulla nave di Gideon. CGI pezzotta, Storm in cartone e una tristezza senza precedenti. Non capisco come veramente si sia arrivati a questo dopo la perfezione totale raggiunta nel capitolo precedente. 

Ma ora parliamo di tutto quello che è andato bene in questa puntata: BOBA FETT. Signori altro grande ritorno e soprattutto tanta, tantissima giustizia al passato del personaggio e al padre Jango. Riconosciuti ufficialmente come Mandaloriani, il personaggio di Boba è tutto il contrario di quello che ci hanno sempre raccontato. Il cacciatore di taglie più famoso della Galassia sembra cambiato totalmente; non solo ha salvato Fennec, ma decide di allearsi con Mando per mantenere il suo patto e questa è la cosa più figa che potesse succedere: MANDO E BOBA INSIEME.

Insomma si preannuncia un finale INCREDIBILE, in vista anche dell’espansione di Grogu nella Forza… che nessun Jedi lo abbia percepito? Venerdì prossimo non arriverà mai abbastanza in fretta.

Marco Puglia

Il livello è ancora altissimo, ma questa volta siamo scesi di un gradino. Anche se l’affermazione può sembrare un po’ azzardata, credo che il capitolo 13 sia assolutamente inarrivabile, un amalgama di tutto quello che una produzione di questo genere deve avere, un bilanciamento perfetto di tutti gli ingredienti, un’abile scrittura e una sapiente direzione. Questa volta invece si possono notare alcune sbavature, da imputare quasi totalmente alla regia, nonostante Robert Rodriguez non sia per niente un esordiente.

La partenza è molto emozionante, il confronto tra il Mandaloriano e Grogu trasuda tenerezza e dimostra quanto sia diventato forte il legame tra questi due personaggi. Si percepisce una grande sintonia, un rapporto che episodio dopo episodio è cresciuto e si è rafforzato. Non vorremmo mai vederli divisi e la speranza di tutti è che il bambino decida di non intraprendere le vie della forza per rimanere con Mando.

Poi l’episodio comincia la sua cavalcata con l’arrivo della Razor Crest su Tython e l’inizio del rituale sulla pietra sacra. L’arrivo di Boba Fett, nonostante fosse atteso, è un notevole colpo e mi ha stupido la sua sicurezza e consapevolezza di essere un bad-ass in piena regola. Non mi aspettavo invece di vedere di nuovo Fennec Shand, resuscitata forse perché gradita ai fan, ma che dimostra comunque di essere un elemento fondamentale di questo episodio, grazie alla sua abilità nel combattimento.

L’arrivo delle truppe imperiali l’ho trovato invece non completamente convincente. La contrapposizione dei nostri eroi, impeccabili nei movimenti, e questi soldati impacciati, scoordinati e assolutamente inconcludenti (ho notato anche una CGI non perfetta) ha sicuramente accentuato la differenza tra le due fazioni, ma l’ha resa anche poco credibile.

Ma la scena è tutta per Boba Fett che si erge a protagonista assoluto. È crudele e spietato, marchiato a vita dagli acidi del Sarlacc. Usa il fucile e il bastone con grande abilità, ma il meglio arriva quando indossa la propria armatura, diventando una macchina da guerra inarrestabile. Un vero guerriero che mi ha eccitato non poco.

La discesa dei Dark Trooper è il preludio al tragico finale, annunciato con il titolo dell’episodio. I nostri non riescono a raggiungere in tempo Grogu, che viene rapito per essere portato al cospetto di Moff Ghideon. Ed è in questo frangente che troviamo un’altra piccola sbavatura che condiziona tutta la trama: il Mandaloriano si muove a piedi verso la vetta della collina nel tentativo di salvare il bambino, dimenticando completamente il proprio jet-pack che in tante altre occasioni aveva usato proprio per ridurre le distanze in casi di emergenza. Non è tanto la dimenticanza in sé a farmi storcere il naro, ma il fatto che non ci sia stata spiegata. In un episodio di solo 30 minuti, potevano essere spesi alcuni secondi per farci vedere come mai fosse irraggiungibile, in modo da rendere il tutto più realistico.

La parte finale inizia facendoci vedere Grogu prigioniero che cerca di usare la forza per sfogare la propria frustrazione e impotenza. Sembra un bambino arrabbiato che se la prende con i propri giocattoli scagliandoli contro le pareti. Forse ha deciso di prendere la via della forza usando i propri poteri? Oppure è soltanto disperato? Certamente Moff Ghideon si dimostra compiaciuto di questo suo comportamento, per gli esperimenti che deve compiere ha bisogno che la forza scorra potente in lui.

La conclusione dell’episodio si svolge su Nevarro, con il Mandaloriano che cerca aiuto. Si rivolge a Cara Dune, ormai sceriffo della nuova repubblica, alla ricerca di un modo per rintracciare Grogu. Probabilmente è il preludio a un doppio episodio finale in cui si formerà una squadra, di cui fanno già parte Boba Fett e Fennec Shand contro un redivivo impero. Ci sarà bisogno di tutta la potenza di fuoco possibile per salvare il bambino.

The Mandalorian

Rebecca Micol Sergi

Dopo un titolo che – per l’ennesima volta – dà più anticipazioni di un leak su Reddit, una puntata che ha decisamente spaccato il pubblico in termini di regia, fotografia e un paio di scelte logiche. Personalmente sono tra i più accaniti sostenitori, proviamo quindi a sciogliere qualche nodo insieme, nel tentativo di convincervi del diamante grezzo che è questo Capitolo 14.

Innanzitutto, applausi a scena aperta per Temuera Morrison e il suo Boba Fett, che rende finalmente giustizia ad un personaggio tenuto in settimo piano per tutti questi anni. La presenza scenica di Boba – fisicamente imperfetto, pieno di cicatrici, con una voce rauca, intaccato dagli effetti acidi del Sarlacc – lo rende un personaggio ancora più iconico rispetto all’alone leggendario costruito negli ultimi quarant’anni.

Momenti decisamente sottovalutati a discapito dell’azione centrale, poi, quelli dedicati a Grogu. Il Mandaloriano che si diverte a chiamarlo per nome per vedere la sua reazione, il suo discorso che pare più un tentativo di auto-convincimento, l’uso della Forza per difendersi. Per non parlare della vera tragedia per il Mando, la distruzione della Razor Crest! (nota a margine: il fatto che sia rimasta solo la picca in Beskar mi fa ben sperare in una battaglia finale contro la Darksaber)

Ritornando agli aspetti logici, prima domanda: come ha fatto Boba a seguire il Mandaloriano? Le risposte potrebbero essere varie: una conoscenza pregressa dei suoi spostamenti, dei contatti in giro per l’orlo esterno (difficile che uno dei cacciatori più temuti e risorto non ne abbia…) o un semplice tracciatore sulla Razor Crest. Aggiungo inoltre che – come già sollevato in alcune discussioni avute in privato – la spia imperiale su Nevarro che ha posto un altro tracciatore sulla nave non è necessariamente fedele all’Impero, quindi non vi sono ulteriori collutazioni logiche sotto questo aspetto.

Infine, il jetpack: preso dalla fretta, Mando lascia il jetpack a terra motivato dalla fretta di recuperare Grogu il prima possibile. Con questa scelta è stato caratterizzato come un eroe forte ma allo stesso tempo fallibile e umano, rendendo paradossalmente la scelta inconscia ancora più realistica. Per non parlare del fatto che avrebbe potuto fare ben poco contro un incrociatore imperiale e quattro Darktrooper anche se fosse arrivato prima di loro sul monte. Restano scelte più che adeguate nello spingere la stagione verso le battute finali, tanto hype per le prossime!

Gabriel Gheb Valenti

Vorrei cominciare la mia recensione con un minuto di silenzio per la Razorcrest…

Ormai ci siamo, il finale di The Mandalorian è sempre più vicino e mentre tutti ci aspettavamo un episodio filler o che portasse alla transizione verso il finale, il più corto episodio di della serie si dimostra invece quello con più eventi e probabilmente con più azione di tutti.

Premetto però dicendo che nonostante ci troviamo di fronte ad una puntata gradevole e scorrevole la regia dell’episodio di Rodriguez non mi ha fatto impazzire, e numerose volte mi sono ritrovato ad inveire contro lo schermo per cose assurde che venivano mostrate o dette.

È palese come qui si spende tutto il budget per la scena della roccia, nei Death Trooper, e nelle sequenze con le astronavi, che per carità le ho apprezzate come cose, ma poi questa differenza di budget si percepisce in molti altri momenti dell’episodio come le location amatoriali del pianeta oppure come le schegge delle armature distrutte dei soldati, a dir poco imbarazzanti.

Ovviamente ho da ridire su alcune scelte sono decisamente discutibili e, ancora una volta, ci troviamo di fronte ad una di quelle situazioni dove l’intelligenza dei personaggi vacilla ( il jetpack abbandonato, gli stormtrooper allineati alla roccia che cade, Boba che insegue i Dark Trooper senza utilizzare radar o sensori e vedere la nave imperiale). Queste piccole macchie oscure di certo sono nulla in confronto al più grande dubbio e dilemma, con tutta la gente che ha conosciuto Mando, perchè deve reclutare proprio colui che lo ha tradito nella prima stagione? Staremo a vedere, anche se a questo punto mi domando se l’episodio 7 sarà rapido nel suo reclutamento oppure dobbiamo aspettarci il salvataggio di Grogu per la prossima stagione…


In conclusione, riesce questo episodio con tutti i suoi difetti a contrastare con la bellezza di rivedere Temuera, di (ri)vedere Boba Fett in azione, la Slave I, i Death Trooper, e soprattutto vedere FINALMENTE Mando avere una crew di cacciatori di taglie(anche se per poco tempo)? 

Secondo me si, ma ci è costato tutto carissimo prezzo…RIP Razorcrest! 

Alessandro Pagani

e dovessi dare un titolo a questa puntata, la chiamerei “puntata Filler un cazzo”.

Prima che uscisse in molti online hanno ipotizzato potesse essere l’ultima puntata riempitiva della stagione, invece penso che abbiamo davanti l’inizio del gran finale.

Una puntata che non lascia respiro, inizia con ironia tra Grogu e il nostro antieroe, passa al primo colpo di scena con Boba che cerca la sua armatura, poi di nuovo Grogu che si apre alla forza, Boba che indossa l’armatura, i Dark trooper, la Dark Saber e Grogu che usa la forza contro 2 stormtrooper… sono senza fiato.

Favolosa la doppia citazione “cerco umilmente di farmi largo nella galassia, come mio padre prima di me”.

Dopo questo capitolo mancano solo 2 puntate, questo fa pensare che saranno un crescendo di emozioni e che questa serie difficilmente ci deluderà.

Le squadre sono schierate, da un lato Moff Gideon con l’impero, dall’altro il Mandaloriano che da oggi ha acquisito 2 giocatori importanti, in mezzo Grogu.

Signore e signori sta cominciando lo show…

Daniele Mazzoli

Dopo “la perfezione” è arrivato l’amore.
Questo episodio mi ha dato quello che mi mancava. Ne più, ne meno. 
Il personaggio che preferisco. 
La nave che preferisco.

Una delle attrici che preferisco.

Il tutto condito da slappe e pacconi (cit.) a volontà. 

Sto rischiando, come tutti d’altra parte, di risultare davvero noioso e monotono perchè, alla fine, si dicono sempre le stesse cose sugli episodi di Mandalorian ma cosa volete farci? Stanno facendo un lavoro talmente fatto bene che si fa fatica a crederci. 

In più, in questo capitolo sono finalmente entrati di prepotenza i “cattivi”.

Gideon che per un momento mi ha fatto “vedere” Vader. 
Era rischioso cercare di rivangare la memoria di una figura del genere ma con una inquadratura di qualche secondo, l’iperspazio, la sala di comando di un Incrociatore. I due trooper ai lati. Due piloti alle consolle e una sagome nera, imponente che mi ha causato, per un brevissimo attimo, un tuffo al cuore.  
Una puntata che corre via veloce, troppo veloce, quasi tirata via ma ci sono dei rumors e interviste che spiegano il motivo quindi non starò a dilungarmi su questo. 

Torno, però, su quello che ci stanno regalando i “regaz” che stanno scrivendo e dirigendo questa seconda stagione. 
TUTTO, ci stanno dando tutto quello che volevamo e di cui avevamo bisogno. 

Ora probabilmente ci sarà un “imbuto” finale dove convergeranno tutti i personaggi visti sino ad ora e, altrettanto probabilmente, ci sarà un finale alla End Game.
Sarà fatto bene? Sarà fatto meno bene? 
E’ dall’inizio che me lo sto chiedendo prima di ogni singolo episodio e sono stato regolarmente steso da quello che ho visto. 

E’ tornato Boba Fett, ve ne rendete conto?!? 
E in questo momento non mi interessa nemmeno come abbia fatto a liberarsi dal Sarlacc. Ora non è importante. Magari verrà spiegato in un altra situazione più consona. 

Ora è importante che lui ci sia e con lui la sua Slave One…che meraviglia per gli occhi e che goduria risentire il rumore di quesi motori. 

Guardo e riguardo la scena in cui lo Slave One arriva e si prepara all’atterraggio. Io non so esista una astronave più affascinante di questa.
Forse i Viper di Battlestar Galactica, forse i Gunstar di Giochi Stellari, forse la Nostromo di Alien…no, non c’è niente da fare. Come la Slave One, per me, non c’è nulla. 
Anzi, una c’era…la Razor Crest. Appunto. C’era e in quel momento, il mio cuore ha saltato un battito. 
Qualcuno ha pensato ai 400€ spesi per qualcosa che non c’è più, qualcun altro ha pensato:”ecco, finalmente la fine che doveva fare. In fondo aveva i piloni alari troppo piccoli.”
Ma la Razor Crest era come un bombo. Non sapeva di essere brutta e faceva “la figa” in giro assieme al suo pilota, enormemente figo anche lui. 

Ora è arrivato il momento di riguardare l’episodio per l’ennesima volta perchè ho bisogno di riguardare una scena. Quella dannata pietra sono sicuro abbia le sembianze di Jabba.

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