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The Mandalorian, il direttore della fotografia parla del The Volume

In vista dell’uscita di The Mandalorian, i fan erano estasiati e in grande attesa per il primo show live-action di Star Wars. Ma nessuno aveva previsto quanto sarebbe stata rivoluzionaria la produzione di questa serie Disney, in particolare con l’introduzione di The Volume.


Gran parte di The Mandalorian è stato girato su un palcoscenico sonoro chiamato The Volume – un’idea evolutasi dal blue screen riempito in seguito di effetti visivi già usato per la Trilogia Prequel. The Volume si differenzia dall’essere ricco di pannelli LED che rendono gli sfondi VFX in tempo reale. Ciò significa che il direttore della fotografia nominato agli Oscar Greig Fraser non ha dovuto immaginare come sarebbe stato lo sfondo di Nevarro, ma tutto il paesaggio è apparso di fronte a lui, insieme ad ogni singola scelta di illuminazione fatta per gli attori e oggetti di scena fisici.

The Volume e l’inizio di una rivoluzione

Greig Fraser, in una lunga intervista per Collider Connected, ha spiegato la rivoluzione tecnologica avvenuta e le differenze notate da quando ha lavorato per Rogue One fino al più recente The Mandalorian.

In Rogue One non avevamo una interazione in tempo reale con il motore di gioco 3D. Inoltre, i pannelli LED allora erano spessi 9mm, ora solo 2.4mm. Questo la dice lunga su quanto la tecnologia sia progredita in un paio di anni.

The Volume inoltre ha rappresentato la soluzione ideale per ricreare un prodotto Star Wars con meno budget rispetto ai film.

Fare uno show televisivo come un film risulta proibitivo in termini di budget, ricostruzioni di oggetti di scena e personaggi. The Volume è stata un’opzione finanziariamente praticabile al problema di non poter utilizzare il blue screen.

Perché lavorare con gli sfondi in tempo reale è un punto di svolta per la fotografia? Fraser spiega:

Con il blue screen hai qualche direzione su come potrebbe sembrare l’ambiente finale, ma nessun riferimento specifico. Inquadri ciò che pensi verrà fuori dal prodotto finale. Con The Mandalorian non dovevamo immaginare come sarebbero stati i set finali. Potevamo vederli con i nostri occhi.

Fraser immagina un futuro in cui quasi tutti i grandi progetti utilizzeranno questa tecnologia, dai grandi blockbuster hollywoodiani fino alle produzioni indie:

Che si tratti di un blockbuster da 250 milioni di dollari o di un film indipendente da 2 milioni, credo che questa tecnologia potrà essere facilmente adottata da tutti. Presto tutti comprenderanno quanto sia rivoluzionaria ed efficiente da utilizzare.

Per saperne di più su The Volume, andate a dare un’occhiata al documentario Disney Gallery: The Mandalorian, in onda su Disney Plus!

Rebecca Micol Sergihttps://www.instagram.com/itsmicolx_/
Fedele all'Inter, al Nintendo e a Star Wars dalla tenera età, difenderò Gli Ultimi Jedi con tutte le mie forze.

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