Altro
    Serie TV The Mandalorian 2 Chapter 13: The Jedi - Tutti i riferimenti e...

    The Mandalorian 2 Chapter 13: The Jedi – Tutti i riferimenti e gli easter egg della puntata

    Ritorna la nostra approfondita disamina settimanale degli episodi di questa seconda stagione di The Mandalorian. Oggi tocca al bellissimo 13° capitolo.
    Ricordatevi che ci serve sempre il vostro aiuto! Per cui, se trovate curiosità o easter egg che ci sono sfuggite, non esitate a segnalarcele e provvederemo ad aggiornare costantemente questo approfondimento.


    The Mandalorian 2 Chapter 13: The Jedi

    Eccovi una lista di poster e immagini che secondo noi, e non solo, hanno ispirato fortemente la realizzazione di questa puntata.

    The Mandalorian

    La puntata parte con un inquadratura di Calodan. Città fumosa su quelle che sembra un ex luna boscosa. Il pianeta Corvus sembra devastato da una sorta di inquinamento. Nella cittadina svettano infatti alcune ciminiere che, molto probabilmente, fanno parte di un impianto industriale utile per la creazione di armamenti e veicoli per l’ex impero o per altre forze armate. Ma questo lo scopriremo più avanti.

    La suggestione è quasi immediata e la sensazione che si peschi nell’immaginario medioevale e in quello del giappone feudale è molto forte.

    Una cosa non detta nella disamina del capitolo 11 riguarda la possibile origine dei nomi Calodan e Corvus.
    Entrambi i nomi sembrano legati a Dune, una delle tante ed evidenti ispirazioni che hanno portato George Lucas alla creazione della saga.
    Calodan = Caladan – la dimora ancestrale della casata Atreides.
    Corvus = Alpha Corvus – Un pianeta spazzato via durante la “Grande Purga” dal Armata della Jihad. 
    Se poi vogliamo infilarci anche il pianeta “Giedi” Prime (Era il pianeta natale storico della Casa Harkonnen), ecco che le similitudini con questo capitolo sono decisamente troppe.

    Il primo volto che vediamo è di un abitante di Calodan che scopriamo poi essere l’ex governatore della città. Il suo nome è Wing, il Governatore Wing, deposto (immaginiamo con la violenza) dal Magistrato attuale.
    Wing è il suo vero cognome, l’attore, infatti, altro non è che Wing T. Chao, una leggenda di Disney Company, letteralmente.

    Da Wikipedia:

    Wing T. Chao è un architetto, progettista capo, sviluppatore edile, professionista dell’ospitalità ed ex Disney Imagineer .
    In qualità di Imagineer, Chao ha contribuito all’espansione della Disney nei mercati cinesi e di Hong Kong, gestendo aziende per un valore di oltre 12 miliardi di dollari. È stato con Disney per oltre 37 anni dal 1972 al 2009 e ha diretto oltre 100 progetti tra cui i resort a Disneyland, diversi hotel di lusso e crociere.
    Nel 2009 si è ritirato dalla Disney e nell’agosto del 2019 è stato nominato Disney Legend .

    Le porte di Calodan, oltre a ricordare la classica architettura giapponese, ma anche le porte degli antichi castelli medioevali (aggiungerei anche un pizzico di Game of Thrones, passatemi la suggestione) ci riporta alla mente, ancora una volta, l’arte di Ralph McQuarrie. Abbiamo già visto una struttura simile nei suoi bozzetti preparatori legati alla trilogia classica, poi diventati realtà per il film Star Wars: Il Risveglio della Forza.

    Ecco che vediamo finalmente anche Michael Biehn nel panni del mercenario Lang, al soldo del nuovo Magistrato della città di Calodan.
    Biehn è uno degli attori action più amati degli anni 80. Con i suoi ruoli da attore feticcio di James Cameron: Kyle Reese (il padre di John Connor) nel primo Terminator, il Caporale Hicks in Aliens Scontro finale e l’Aiuto Tenente Coffrey in The Abyss si è guadagnato un posto nel cuore di moltissimi fan di quel periodo e saperlo qui non può fare altro che far felice quella fetta di pubblico nato e cresciuto con i film degli indimenticabili anni 80.

    I primi personaggi che vediamo sono i sinistri Scout Guard della milizia dell’attuale Magistrato di Calodan.
    In dotazione hanno dei blaster A-350, che sono sicuramente un’evoluzione dei già noti A-300, fucili in dotazione alle truppe ribelli durante la battaglia di Scarif avvenuta durante gli eventi del film Rogue One.
    Se prestate attenzione noterete che la base del blaster A-350 e la medesima del precedente A-300.

    Finalmente vediamo la tanto vociferata versione live action di Ahsoka Tano e ad interpretarla è proprio lei, la stra-rumoreggiata Rosario Dawson.

    La sua entrata resterà nella storia della saga, in quanto non si fa attendere e non si risparmia di mostrarci un ottimo combattimento con le sue due spade laser bianche, anzi, con la spada classica e con la shoto (più corta e maneggevole), le stesse identiche che brandisce nella serie Rebels.

    Il combattimento continua ma per gli Scout Guard non c’è partita, Ahsoka ha esperienza nel combattimento e con le sua capacità non ci mette molto ad annullare i suoi avversari.

    Durante l’attacco usa un trucco che abbiamo già visto usare da Ben Kenobi sulla Morte Nera per distrarre gli Assaltatori dopo aver disattivato gli scudi.

    Una delle prime sensazioni nel vedere la desolazione boscosa di Corvus è la stessa provata durante il prologo del film L’Ascesa di Skywalker in cui vediamo Kylo Ren affrontare i coloni Alazmec su Mustafar nella foresta degli alberi di ferro.

    Una delle immagini più suggestive di questo 13° capitolo è quella in cui vediamo Ahsoka con le lightsaber accese davanti alla porta di Calodan.

    Le brandisce a braccia aperte in segno di sfida nei confronti del Magistrato Morgan Elsbeth.
    Già da qui cominciamo a sentire odore di film di Samurai, Akira Kurosawa in primis ma non solo.

    O-Ren Ishii (Lucy Liu) in Kill Bill Volume 1, tiene la katana e il fodero nello stesso identico modo, poco prima di affrontare la sposa.
    E’ giusto sottolineare che le fonti di ispirazione di George Lucas prima e The Mandalorian poi, non sono molto diverse da quelle di Quentin Tarantino, per cui è lecito pensare che questa citazione derivi in origine da chissà quale film di Samurai.

    Ecco che vediamo Ahsoka molto bene in volto e subito ci accorgiamo di una grande incongruenza con il personaggio animato visto per l’ultima volta (cronologicamente parlando) nella serie Rebels.

    Prima di passare nel dettaglio all’incongruenza vi segnaliamo che in questa scena possiamo sentire per la prima volta nella puntata il bellissimo tema musicale che accompagna sempre la togruta nelle serie animate.

    L’incongruenza che ha fatto storcere il naso a tutti fan più esigenti, riguarda la differenza troppo evidente tra i Montral della versione televisiva e i Montral della versione animata di Rebels ( I Montral sono quelle protuberanze sul capo tipiche della razza Togruta).

    Una fan art ci mostra esattamente come sarebbero dovuti essere (più o meno) se si fossero mantenute le giuste proporzioni. In realtà in questa stessa fan art è stato rivisto completamente il trucco per renderla più simile alla versione animata.

    La risposta a questa domanda non ha tardato molto ed è arrivata direttamente da Bryan Matyas, Character Concept Designer di Lucasfilm ltd.

    Sì, più o meno questa era la nostra preoccupazione principale. Dall’animazione all’azione dal vivo, ho dovuto analizzare moltissimo il design, sia per lei che per la dimensione appropriata per l’attrice, tenendo in considerazione il movimento e gli stunt. Ne parlerò più a lungo nel prossimo futuro!

    Ahsoka non è la prima Togruta ad apparire sullo schermo in live action (Shaak Ti ne La Vendetta dei Sith), ma è la prima a combattere in live action, e questo fa un enorme differenza. Quello che ci fa pensare però è che la differenza è moltissima tra Shaak Ti (Montral lunghi quanto quelli dell’Ahsoka di Rebels se non di più) e l’Ahsoka vista venerdì, per cui, se teniamo conto dell’ultima frase di Matyas:

    Ne parlerò più a lungo nel prossimo futuro!

    teniamo a pensare che quel rimpicciolimento possa in futuro essere spiegato come una sorta di regressione dei Montral dovuta all’età. A conferma di questo potrebbero giocare sul fatto che Ahsoka oggi potrebbe essere la Togruta più adulta vista nella saga.

    Morgan Elsbeth, lo spietato magistrato di Calodan, era una donna umana che aveva perso tutta la sua gente durante le Guerre dei Cloni.

    La sua rabbia alimentò un industria che contribuì a costruire la Flotta Imperiale. Depredò pianeti distruggendoli al suo passaggio.

    Ecco perché vediamo Corvus così tetro e morente. La stessa sorte capiterà a Illum che verrà poi convertito nella terribile Starkiller Base.

    Il Magistrato è interpretato da Diana Lee Inosanto, attrice, produttrice, stuntwoman, martial artist e figlia della leggenda delle arti marziali Dan Inosanto.
    Deve parte del suo nome ad un’altra leggenda delle arti marziali, carissimo amico e collega del padre, nonché padrino dell’attrice, Bruce Lee.
    Grazie a Massimiliano di Meglio per questa segnalazione.

    Come su Yavin 4 anche su Corvus tengono controllate le navi in arrivo con la stessa apparecchiatura in dotazione alle truppe ribelli. Su Corvus arriva la Razor Crest, su Yavin 4 arriva il Millennium Falcon.

    Uno dei pochissimi “chi si rivede” di questa puntata.
    l Mandaloriano passa di fianco ad un droide da fonderia della serie 8D. Ne abbiamo già visto uno al servizio di Jabba the Hutt nel film Il Ritorno dello Jedi, riprogrammato come droide torturatore.

    Bellissimo dettaglio che ci conferma la natura industriale del pianeta Corvus.

    Nonostante sia quasi tutto riconducibile al design dei villaggi Giapponesi, ecco che vediamo apparire quelle che sembrano a tutti gli effetti, una versione sci-fi delle terribili gabbie da tortura medioevali che troviamo appese nei borghi medioevali sparsi per l’Italia e per l’Europa. Sono sempre poste davanti a grandi porte di ingresso. Dovevano fungere da monito per chi aveva cattive intenzioni, esattamente come in questo 13° capitolo.

    Appena entrati invece, veniamo investiti da un immaginario di cultura nipponica senza se e senza mah.
    Laghetto, alberi, rocce, passerella, mancano solo le Carpe KOI…

    Ah no, hanno messo anche quelle, o quantomeno hanno messo un surrogato alieno di cui però, non riusciamo a capire molto.

    Si riconferma l’utilizzo di quelle mostrine come simbolo di nobiltà. Il Magistrato Elsbeth, il Magistrato Carga e il Conte Dooku.

    Da guardia al Magistrato di Calodan troviamo due Droidi Assassini HK-87, modelli evoluti della versione HK-47, un droide killer apparso nel videogioco non più canon, Knights of The Old Republic.

    HK-47, era un droide assassino e cacciatore di Jedi della serie Hunter-Killer. E’ stato costruito dal Signore Oscuro dei Sith, Darth Revan, poco dopo la fine delle Guerre Mandaloriane.

    Da notare anche qui quanto il design sia preso a piene mani dal lavoro di Ralph McQuarrie.

    A sinistra Oberyn Mantrell con la sua Lancia Red Viper Spear, a destra Din Djarin e quella che diverrà la sua lancia in puro Beskar. Entrambi i personaggi sono interpretati dal medesimo attore, Pedro Pascal.
    Che questa citazione sia voluta?

    E anche in questo capitolo, il trovatello dice Batù!

    Mentre il Mandaloriano è alla ricerca della Jedi, vediamo appollaiato su un ramo quello che sembra essere un gufo bianco. Il suo nome è Morai ed è una Convor, una creatura mistica che veglia da anni su Ahsoka.
    La Convor è legata allo spirito de “la Figlia”, una mutaforma molto potente nella Forza.
    La Figlia e “il Padre” riuscirono a riportare in vita la stessa Ahsoka dopo un combattimento mortale e da quel momento le loro vite si legarono indissolubilmente. Quando la Figlia morì, il suo spirito si unì a Morai che continuò a seguire e vegliare sulla Jedi.

    Come da tradizione ecco che troviamo delle nuove immense creature. Sembrano docili ed erbivore, ma sopratutto sembrano incredibilmente degli AT-AT, una versione animalesca dei camminatori Imperiali.
    La nostra teoria è che questi enormi quadropodi alieni, siano una sorta di ispirazione per l’impero Galattico.
    Nel design di Star Wars ci sono sempre connessioni con il mondo animale reale, felini, insetti, mammiferi… Spesso intravediamo la fauna terrestre come ispirazione per dar vita alla fauna galattica, lo stesso AT-AT può essere scambiato per un elefante, per un cammello se vogliamo ma in questo caso, se la nostra teoria fosse giusta, avrebbe ancora più senso, in quanto l’Impero prenderebbe realmente ispirazione da creature fantastiche ed esistenti in quello stesso universo. Mi sembra una delle ennesime spiegazioni (molto apprezzate) di quel nerd di Dave Filoni. Dare un senso al tutto rispondendo alle mille domande che un opera immensa di questo tipo inevitabilmente ti lascia.

    Fa un certo effetto vedere il Beskar rispondere a quel modo ad una lightsaber.

    Dopo averlo chiamato Baby Yoda, il bambino, the child e trovatello da questo momento il piccolo “della razza di Yoda” ha un nome, GROGU.

    Finalmente scopriamo qualcosa in più su GROGU e quello che ci viene raccontato è molto triste e straziante.
    Il piccolo viveva nel Tempio Jedi ma durante l’inizio della Purga venne nascosto e salvato da non si sa chi, per poi rimanere apparentemente solo. La sua memoria si fa offuscata e difficile da decifrare per la Togruta.
    @Marierttaart ci ha regalato una bellissima fan art con GROGU aggiunto a lezione nel tempio con gli altri padawan.

    Ahsoka racconta a Din che ha già conosciuto qualcuno come lui, il Maestro Yoda. Mentra racconta tutto questo in sottofondo possiamo sentire lo splendido tema musicale di Yoda.

    Uno dei più bei momenti dell’intera saga, secondo molti di noi.

    Ahsoka spiega a Din cosa è la Forza e lo fa usando le stesse parole usate da Ben Kenobi con il giovane Luke Skywalker.

    La Jedi usa la forza per mandare una piccola roccia nelle mani di GROGU. Esattamente come faceva il suo Maestro quando mandava una fetta di pera alla sua amata Padme Amidala.

    GROGU prende prima una pietra e poi richiama a se il pomello della Razor usando la Forza. A quanto pare questo è un riferimento al test che Ogami Ittō sottopone al piccolo Daigorō nel manga del 1970 Lone Wolf and Cob.
    Nel manga, Ogami chiede a Daigorō, il bimbo di un anno che porta con se, di scegliere tra una palla e una spada. Se sceglierà la spada, Daigorō verrà istruito, potrà difendersi e diverrà un Ronin, se prenderà la palla invece, Ogami lo ucciderà, risparmiandogli una vita di violenza.
    Osservando le tavole di questo fumetto ci accorgiamo che molto probabilmente l’influenza di questo manga è molto più presente di quanto sembra.
    Esiste anche una trasposizione televisiva del 1973 che si chiama Samurai.

    Ahsoka esamina GROGU ma capisce che ormai è troppo tardi per l’addestramento Jedi.
    Percepisce emozioni, paura e un forte attaccamento nel piccolo padawan. In questa scena risuonano potentissime le parole del maestro Yoda.

    La paura è la via per il Lato Oscuro. La paura conduce all’ira, l’ira all’odio; l’odio conduce alla sofferenza.

    Scopriamo che GROGU si è nascosto alla forza per nascondersi e sopravvivere, esattamente come farà Luke Skywalker durante il suo futuro esilio su Anch-To (Gli Ultimi Jedi).

    Altro momento bellissimo ed emozionante. Ahsoka spiega a Din perché si rifiuta di addestrare GROGU.
    Gli dice anche che ha visto di persona gli effetti di quelle emozioni su un Jedi addestrato, il migliore di loro.
    Si riferisce logicamente al suo maestro Anakin Skywalker divenuto poi Darth Vader.

    Din l’avverte che sarà difficile per lei confrontarsi con la potenza di fuoco della Milizia di Calodan, ma Ahsoka sorride serenamente, anche perché sappiamo benissimo che ne ha passate decisamente di peggiori.

    Una delle fonti di ispirazione principali di questo capitolo è Yojimbo (La sfida del Samurai), il film di Akira Kurosawa del 1961 che fece parlare parecchio di se con l’uscita di Per un Pugno di Dollari di Sergio Leone.
    Ci fu una grossa causa con la produzione del film di Leone in quanto, iPer un Pugno di Dollari era di fatto un remake NON autorizzato del film di Kurosawa. Non si è ancora capito cosa successe e di chi fu la colpa di tutto questo ma Kurosawa vinse la causa aggiudicandosi diversi bonus milionari che incassò con il successo del film di Leone.

    Ma questo ha poco a che vedere con il capitolo 13 se non per il calderone di ispirazioni da cui attingono per realizzare questa serie.

    Mai ispirarsi a quello che ha fatto George Lucas, bisogna ispirarsi a quello che ha ispirato George Lucas e infatti, questa puntata ne è l’esempio più calzante.

    Deja vù ovunque.

    Ci è chiaro che nella galassia di Star Wars le scosse elettriche sono talmente forti da illuminare le ossa fino a vedersi attraverso la pelle. Terribile! Più luce traspare e più il dolore deve essere forte.

    Anche su Corvus ci sono i Tooka, i “gatti” frequentatori della galassia. Li abbiamo visti sempre nelle serie animate, mentre il suo debutto in live action è avvenuto lo scorso anno nel 5° capitolo, su Sorgan, dentro la locanda in cui Din incontra per la prima volta Cara Dune.

    Il mercenario Lang cerca di scovare la Jedi tra i vicoli di Calodan ed è immediato il collegamento con il Caporale Hicks nel covo degli Xenomorphi di Aliens scontro Finale, in questo caso, invece che gli alieni con il sangue acido abbiamo la Jedi Ahsoka Tano.

    Bellissima citazione ad uno degli episodi più importanti della serie Rebels (S2E22), quella in cui Ahsoka si scontra con Darth Vader per la prima volta.

    Questo easter egg è veramente difficile da vedere e da comprendere durante la puntata, ma dopo la domanda di Ahsoka al Magistrato Elsbeth che sentiremo tra qualche scena, allora il tutto avrà più senso, così come la ricerca di qualche indizio precedente, tipo questo.

    I due Droidi Killer HK-87 hanno un logo identificativo sulle tempie che è quello della Settima Flotta comandata dal Grandammiraglio Thrawn.

    La Settima Flotta era una flotta della Marina Imperiale. Anni prima dello scoppio della Guerra Civile Galattica, la flotta era considerata una forza efficace e potente poiché aveva risolto importanti conflitti per conto dell’Impero. La flotta era comandata dall’ammiraglio Sartan, fino a quando non fu sostituito dal Grandammiraglio Thrawn.

    Ancora Deja Vù!
    Qui abbiamo duelli con due lightsaber, con una picca, con un blaster e con un fucile e si, non è sempre detto che quando uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto.

    Chi è il Magistrato Morgan Elsbeth? Da che mondo proviene?
    Nella puntata non ci viene data risposta, anche se Ahsoka, come già detto all’inizio dell’approfondimento, ci da diversi indizi.

    Nelle Guerre dei Cloni la sua gente fu sterminata. Lei sopravvisse e la sua rabbia alimentò un industria che contribuì a costruire la Flotta Imperiale. Depredò pianeti distruggendoli al suo passaggio.

    In realtà se uniamo questa descrizione dal sapore di vendetta, all’aspetto fisico del Magistrato (notate quel tatuaggio che spunta dalla fronte), potremmo pensare ad una sua appartenenza al popolo dei Ming Po. Un popolo pacifico che viveva nell’omonimo villaggio sul pianeta Carlac.
    Il villaggio di Ming Po viene poi preso e saccheggiato con la forza dalla Death Watch, che porterà morte e distruzione tra gli abitanti.

    Singolare che la triste storia dei Ming Po sia esattamente la stessa che subisce Calodan per mano dello stesso Magistrato Morgan Elsbeth.
    Ci sono diversi collegamenti tra la puntata di The Clone Wars (S4EP14) e il capitolo 13 di The Mandalorian ma rimane da capire, nel caso sia tutto corrispondente a verità, perché Ahsoka non dice il nome di quel popolo a Din Djarin.

    Anche l’ingresso del villaggio di Ming Po ci ricorda la cultura giapponese, così come Calodan.

    Dov’è il Grandammiraglio Thrawn?

    E con questa domanda molte teste dei fan sono esplose in un mindblowin pazzesco.
    Nessuno se lo aspettava.

    Perché non ce lo aspettavamo? Semplice, perché nella teoria degli eventi Thrawn ed Ezra Bridger (Rebels), dovevano o dovrebbero essere morti durante un viaggio nell’iperspazio all’interno di una cabina di comando di uno Star Destroyer senza vetri e protezioni. Anche se è vero che nel finale della serie (Rebels), lasciamo i nostri eroi che vanno comunque alla ricerca di Ezra, lasciando un punto interrogatvo sulle teste di chiunque.

    Ma chi è Thrawn?
    Originariamente era il villain principale della prima trilogia sequel letteraria di Timothy Zahn, 1993.

    • L’Erede dell’Impero
    • Sfida alla Nuova Repubblica
    • L’Ultima Missione

    Questi tre libri non sono più canonici ma Il Grandammiraglio Thrawn è stato re-inserito nel Canone nella serie animata Rebels. Ci sono anche tre nuovi romanzi canon a lui dedicati.

    • Thrawn
    • Thrawn Alliances
    • Thrawn Treason

    Thrawn, è un Chiss, ufficiale del Chiss Ascendancy e Grandammiraglio della Marina Imperiale durante l’età del Impero Galattico. Un ufficiale imperiale alieno con la pelle blu, gli occhi rossi e una faccia spigolosa. Thrawn era noto come uno stratega brillante e spietato. Credeva che per ottenere la vittoria in guerra, bisognasse conoscere il nemico. Come tale, si dedicò alla comprensione della filosofia, dell’arte e della cultura dei suoi avversari: i Twi’lek di Ryloth e i guerrieri di Mandalore. Quando il governatore Arihnda Pryce richiese un forte comandante in grado di sconfiggere i ribelli su Lothal, il Grandammiraglio Thrawn accettò la sfida, con l’intenzione di smantellare la ribellione un pezzo alla volta.

    Assistiamo alla consegna del mantello al Governtore Wing e vediamo i cittadini festeggiare allegramente per le strade di Calodan. Il tema musicale del Mando si trasforma lentamente e viene suonato con quelli che sembrano dei piccoli fiati. Un flauto o simili credo, ed è chiara l’idea di volerci riportare a quelle atmosfere di fine Il Ritorno dello Jedi, durante i festeggiamenti su Endor per la distruzione della seconda Morte Nera.

    Ahsoka si rifiuta nuovamente di addestrare GROGU, non mantenendo l’accordo preso coin Din. Crede però, che ci possa essere una sola possibilità per lui: portarlo sul pianeta Thyton dove ci sono le antiche rovine di un tempio con una forte connessione con la Forza, farlo sedere sulla pietra veggente in cima al monte in modo che GROGU possa scegliere il suo sentiero. Se si espanderà nella forza, un jedi potrebbe sentirlo e andare a cercarlo.

    Questo espandersi lo abbiamo visto ne Gli Ultimi Jedi con Luke. Una prima volta quanto si connette con Leia e la seconda quando espande la sua forma più giovane su Crait durante il finto duello con Kylo Ren.

    Tython è un pianeta avvolto nel mito. Alcuni studiosi Jedi sostenevano che su Tython ci fosse il primo tempio dell’Ordine Jedi. C’erano diverse teorie su quale fosse il pianeta d’origine dei Jedi, qualcuno diceva Anch-to, qualcuno Jedha, altri Coruscant e qualcuno sosteneva fosse Ossus.

    Durante la Guerra Civile Galattica, la dottoressa Aphra, condusse Darth Vader al polo sud di Tython per distrarlo riguardo alla posizione della base principale dell’Alleanza Ribelle, che in realtà si trovava sul pianeta Hoth.

    Nel canone lo troviamo in un numero della serie a fumetti dedicata la Dr. Aphra.

    Si chiude con un’apertura notevole che però riaccende altre mille domande. In questo contesto però la prima domanda che sorge spontanea è:

    Chi sono i pochi Jedi rimasti?

    Stando ai prodotti canon, gli unici Jedi o che si possono definire tali (Ahsoka in teoria non è più una Jedi), chi sono?

    • Ahsoka Tano
    • Luke Skywalker
    • Ezra Bridger (se Thrawn e vivo perché non lo può essere anche Ezra?)
    • Cal Kestis (Jedi sfuggito alla purga e protagonista del videogioco Jedi Fallen Order )
    • Mace Windu (visto la capacità di rinascere in questo universo non è così difficile pensare ad un suo ritorno)

    Qualcuno risponderà a Grogu? Incontreremo un ancor giovane Luke? Rivedremo Ezra? Faranno un cross-over con un videogioco? Vedremo finalmente il ritrono di Mace Windu? Tornerà Ahsoka?

    E anche per questo capitolo abbiamo finito, li avevate notati tutti? Ne avete notati altri? Ditecelo nei commenti.

    Per concludere vi ricordiamo che se amate Star Wars, potete venire a parlarne insieme a noi e tanti altri appassionati sul nostro canale Telegram e il nostro gruppo Facebook! Inoltre vi ricordiamo che potete trovare Empira su FacebookInstagram, Twitter, Twitch e YouTube.

    TWITCH

    I PIÙ LETTI

    DA NON PERDERE